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Life coach

Il life coach, oltre allo sport coach e al business coach, è uno dei tre rami in cui un mental coach può decidere di operare. Come dice la parola stessa è un coach della vita e viene generalmente chiamato dai privati che vogliono migliorare in uno o più aspetti della propria vita.

Il coach in pnl può essere chiamato per svariati motivi: fobie (es: aracnofobia), ansie (es: per il lavoro – esami – ecc), per riuscire a porsi in maniera efficace un obiettivo (es: perdita di peso – il raggiungimento di un traguardo importante della propria vita), e molto altro. Opera in qualsiasi aspetto mentale che potenzialmente si può migliorare.

Cercherò di essere il più chiaro possibile facendo esempi concreti di qualche mio cliente.

Tempo fà ricevetti la chiamata di un ragazzo che mi disse di avere degli attacchi d’ansia molto forti. Questi attacchi duravano per giorni interi sia prima che dopo un esame universitario o anche per un semplice colloquio di lavoro.

Andai da lui e in una sessione (circa 1 ora) gli eliminai completamente il problema. Dopo circa un mese mi telefonò la madre per ringraziarmi della ” magia ” adoperata per suo figlio, che oltre a stare benissimo, era diventato molto più sicuro di sè in ogni aspetto della sua vita.

Allo stesso modo se avete una fobia che vi condiziona o che più semplicemente non volete più avere, in breve tempo (anche qui generalmente 1 sessione) ve ne potrete sbarazzare. Arriverete a pensare ” perchè avevo paura di una cosa così insignificante?? “, domanda che mi sono posto anche io quando mi è stata tolta la fobia per i ragni.

Quando si chiama un coach per porsi un obiettivo per far si che possa essere raggiunto è bene averlo chiaro in mente. Bisogna determinare i tempi, la volontà di raggiungerlo, capire in che modo può aiutarci a stare meglio, ecc.

Questi sono alcuni dei punti fondamentali, perchè per far si che venga raggiunto tale obiettivo il cervello deve ” assaporarne ” il raggiungimento. Successivamente il coach applica diverse tecniche per fare in modo che il cervello renda il 100% per riassaporare il gusto della vittoria che è appunto il raggiungimento di tale obiettivo.

Il coach può essere chiamato per insegnare le tecniche di comunicazione, per capire ad esempio come migliorare i rapporti col compagno/a oppure in famiglia, capire perchè quando cerchiamo di dire una cosa da non fare ai nostri figli loro puntualmente la fanno.

Può aiutarci anche a instaurare una buona comunicazione con una persona appena conosciuta (come ad esempio un appuntamento oppure un nuovo cliente), per capire quando le stiamo dicendo qualcosa che le piace, oppure percepire se è attratta da noi.

Abbiamo:letto alcuni esempi di sessioni life coach, capito che può intervenire su qualsiasi aspetto mentale depotenziante o da migliore, compreso quanto può esserci utile per problemi molto comuni e le tempistiche.

Ora per concludere ci tengo a precisare un punto molto importante. il mental coach non è uno psicologo quindi su patologie gravi non opera. Tendenzialmente potrebbe farlo, ma non dovrebbe salvo che il cliente venga informato del difficile raggiungimento dei risultati attesi e, a meno che il mental coach sia anche psicologo.

Diffidate da chi dice il contrario o da chi proprio non dice nulla a riguardo!

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Programmazione neuro linguistica PNL

Programmazione neuro linguistica (PNL), sempre più spesso sentiamo queste parole: in un programma televisivo, in una rivista, per radio. Molte più persone nel mondo iniziano a informarsi di questa arte psicologica /comunicativa che di giorno in giorno continua a diffondersi.

Nei corsi di pnl vengono insegnate varie tecniche che ci permettono di interagire in maniera più efficace e positiva con le altre persone. Nell’articolo precedente sulla PNL (Programmazione Neuro Linguistica) ho parlato di come con una tecnica possiamo riuscire a scaturire la fiducia del nostro interlocutore.

In questo articolo invece vi parlerò del LEM (lateral eye movements), tradotto significa: movimento laterale degli occhi. Vi è capitato di vedere una puntata del telefilm ” Lie To Me”? Se la risposta è no, vi consiglio vivamente di vederne almeno una puntata per capire più nello specifico di cosa sto parlando e di quanto può essere utile imparare a leggere i movimenti oculari.

Il lem viene insegnato nei corsi di pnl perchè grazie ad esso abbiamo la capacità di poter conoscere i pensieri delle persone e di conseguenza la nostra comunicazione con loro sarà migliore.

Pensate di fare una serie di domande e di poter sapere quando una persona sta pensando a un ricordo oppure quando ne sta costruendo uno fittizio da esporci. Tra  le diverse applicazioni possibili che questa tecnica ci mette a disposizione, una sicuramente molto interessante è quella di capire se il nostro compagno/a ci sta tradendo. Immaginate di fare la fatidica domanda ” mi stai tradendo? ” oppure ” con chi sei uscito/a ieri sera? “, facendo queste semplici domande potremo capire se la risposta che ci è stata data è frutto di un ricordo reale o fittizio.

Gli usi di questa tecnica possono essere molteplici. In una conversazione normale gli occhi si muovono continuamente,alcune volte per distrazione, altre invece ci aiutano a capire e ad anticipare i pensieri delle persone.

Questo può succedere perchè grazie a un determinato tipo di movimento oculare si può capire se il pensiero ricordato/costruito e di tipo: visivo/udtivo/emozionale/dialogo interno. Grazie a questa conoscenza possiamo interpretare meglio i pensieri delle persone basandoci anche sul loro modo di esprimerli.

Sapendo anticipatamente i diversi tipi di pensieri che la persona sta facendo, possiamo capire il modo di ragionare, con quali processi mentali arriva a fornirci delle informazioni e molto altro.

Con questa abilità possiamo direttamente dare al nostro interlocutore le informazioni secondo il suo modo di ragionare. Se per esempio sapete che il cliente davanti a voi prima di fare un acquisto compie determinati movimenti oculari alla domanda ” cosa stà cercando di preciso? “, capirete come condurre la vendita in maniera più efficace. Il risultato di questa applicazione sarà che la sua mente non dovrà rielaborare nulla e di conseguenza potremo ” manipolare ” i pensieri delle persone senza farglieli ” filtrare” dal loro cervello.

Questa tecnica viene spesso utilizzata dai professionisti venditori. Il loro scopo diventerà parlare delle caratteristiche del loro prodotto basandosi sul filtro delle persone e su quello che vedranno interessare il futuro acquirente e non quello che creda essere il punto di forza del suo prodotto.

Venendo a uno dei miei corsi di programmazione neuro linguistica (PNL) imparerete a vendere il prodotto in maniera efficace e molto più velocemente, in quanto oltre a sapere cosa vuole l’acquirente, questi si fiderà di voi come di un amico. Queste sono due delle più potenti armi di persuasione che un professionista possa avere nel proprio arsenale.

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Sverginare una ragazza

Faccio una piccola premessa prima di iniziare il mio nuovo post su un argomento molto ricercato da voi maschietti: da donna mi infastidisce molto utilizzare l’espressione sverginare una ragazza, e il fatto che io la utilizzi in questo intervento e puramente a fini logistici, altrimenti l’avrei tranquillamente sostituita con un’altra terminologia. Detto questo, entriamo ora nel merito dell’argomento.

Sai che cos’è la verginità femminile o hai le idee confuse? Per la tua ragazza è la prima volta? É la prima volta che fai l’amore con una vergine?

Molti ragazzi sono felici di essere il primo uomo a fare l’amore con la propria partner ma alcuni non sanno bene cosa significa o hanno informazioni sbagliate. Meglio chiarirci le idee.

Fisicamente parlando la verginità di una donna sta nell’imene, una membrana sottile che ricopre parte dell’apertura della vagina. L’imene è una membrana elastica che può lacerarsi parzialmente durante i rapporti sessuali ma che si rompe definitivamente solo con il primo parto. La sua rottura parziale provoca un po’ di dolore e può far uscire un po’ di sangue ma siamo ben lontani dai racconti di grandi sanguinamenti e forti dolori.

Molto spesso non ci sono perdite di sangue oppure appare solo qualche piccola traccia anche a distanza di qualche ora o qualche giorno. La mancanza di tracce di sangue quindi non deve far pensare che la ragazza non fosse vergine poichè il sanguinamento non è necessario.

Poichè l’imene è una membrana elastica, non c’è bisogno di mettersi nell’atteggiamento di dover provocare un buco con la penetrazione. É meglio invece prendersela con comodo e con dolcezza, lentamente accarezzare la tua compagna per rilassarla e rassicurarla. Ovviamente non vi fornirò uno foglio di istruzioni per l’uso su come sverginare una ragazza: l’importante è entrare in sintonia con la tua lei senza pensare che ci sia un modo giusto e soprattutto senza pensare che il modo giusto sia quello illustratoti dai tuoi amici o dai film porno!

La cosa più importante è allentarle la tensione. Infatti la maggior parte del dolore nella penetrazione proviene dall’irrigidimento della ragazza. Se la ragazza dovesse provare dolore, forse non è sicura di volerlo fare oppure ha semplicemente timore di vedere entrare dentro di sè un corpo che d’altronde non è poi così piccolo.

Per questi motivi è importante avere tutto il tempo a propria disposizione, essere in un luogo sicuro e confortevole, non avere fretta e avere un atteggiamento amorevole che permetta di interrompere, riprendere o rimandare senza che ci si senta giudicati.

Sarà chiaro ormai che la verginità della tua ragazza non è solo una questione di imene, ma è proprio una questione di prima volta. La prima penetrazione e il primo rapporto sessuale hanno svariati significati per lei: le aprono le porte alla sessualità completa, le fanno scoprire la propria femminilità per farla condividere con te, la mettono per la seconda volta (dopo le sue prime mestruazioni) faccia a faccia con la funzione riproduttiva del suo corpo, ecc.

La verginità non è solo l’apertura fisica di un passaggio anatomico, è una questione di testa, di cuore e di spirito. Questo è il motivo fondamentale per cui odio usare il termine “sverginare una ragazza”; non è un atto puramente tecnico e fisico, ma è qualcosa di molto importante che andrà a plasmare la vita sessuale futura della donna. Niente pressioni o continue richieste se la ragazza non è pronta a vivere un esperienza così importante. Potrebbe essere una bella idea quella di parlare con la vostra lei e ascoltarla. Solo così potrete accompagnarla a vivere serenamente la sua prima volta.

“Fare l’amore con una donna è esplorare un’intimità personale totale. Non c’è esperienza al mondo comparabile, per conoscere una persona. Il modo di muoversi, le parole che dice, i gradi del suo pudore, l’ostentazione o il mascheramento dell’orgasmo: tutto questo è una dichiarazione in atto, una presa di posizione nei confronti della vita”.

(Tiziano Scarpa)

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PNL Programmazione Neuro Linguistica

La pnl – programmazione neuro linguistica – è un insieme di tecniche di comunicazione abbinate a tecniche di psicologia potentissime che possono essere utilizzate per numerosi scopi, ad esempio : per vendere ( noi stessi o il nostro prodotto o servizio ) – per sedurre – per capire cosa stanno pensando le persone – e moltissimi altri motivi.

Perchè/in che modo una sola disciplina è in grado di aiutarmi in così tanti campi? Come ho scritto prima la pnl – programmazione neuro linguistica – utilizza tecniche che ci aiutano a migliorare il nostro linguaggio adattandosi perfettamente ai “filtri” del nostro interlocutore.

In questo modo risulteremo immediatamente piacenti nei suoi confronti. Pensateci bene, quante volte vi è successo di conoscere una persona e dopo pochi minuti vi sembrava di conoscerlo da tantissimo tempo? Con un buon utilizzo della pnl potete ricreare questa sensazione nei vostri interlocutori ogniqualvolta lo desideriate.

Ipotizzate per un momento di riuscire ad imparare una tecnica del genere in un corso di pnl, pensate bene a quanti aspetti della vostra vita privata e lavorativa possano cambiare drasticamente. Improvvisamente le persone intorno a voi inizieranno ad interagire in maniera differente, conoscere persone nuove diventerà sempre più un piacere perchè vi renderete conto di piacergli come persona.

Quando conoscerete un nuovo cliente, riuscirete a scaturire in lui una grossa fiducia sia a livello personale che professionale, questo per un venditore equivale a innumerevoli contratti in più a fine mese/anno, così come anche un medico riuscirebbe a farsi capire meglio e a far capire cosa è più giusto o sbagliato per i suoi pazienti.

La pnl – programmazione neuro linguisticamolto spesso viene utilizzata per sedurre. Parliamo sempre della tecnica di prima. Immaginate un incontro passato che magari non è andato così bene come speravate.

Ora immaginate lo stesso appuntamento,stesse situazioni, e iniziate a provare le stesse sensazioni di allora. Ora pensate come sarebbe andata se saresti stato in grado di scaturire la fiducia e l’interesse nella persona che ci stava difronte, oltre che a riuscire a padroneggiare il proprio stato emotivo

Come potete ben immaginare questi sono solo alcuni degli esempi di come con una sola tecnica di pnl – programmazione neuro linguistica - sareste in grado di migliorare drasticamente la vostra vita. Comunicare in maniera efficace, farsi capire e capire i reali interessi di chi ci stà parlando molte volte risulta difficile, ma allo stesso tempo fondamentale.

Capire come funziona il nostro cervello e quello degli altri, adattarsi alla comunicazione del nostro interlocutore, capire cosa sta pensando, capire quando è a disagio oppure no. Sono tutte abilità molto importanti che prima di conoscere la pnl potevate pensare essere solo di alcune persone molto fortunate.

In questo articolo di pnl programmazione neuro linguistca vi ho spiegato come con una semplissima tecnica di comunicazione avrete la possibilità di migliorare voi stessi e la vostra comunicazione.

Dopo aver seguito un mio corso di pnl avrete questa conoscenza / abilità, nonchè molte altre.

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Comunicazione non verbale

Spesso accade che parlando durante un colloquio di lavoro, un esame all’università o semplicemente con un amico, il nostro corpo, i movimenti che facciamo, gli atteggiamenti che abbiamo, rivelino qualcosa che in realtà vogliamo tacere a chi ci sta davanti. Si tratta appunto di comunicazione non verbale, ossia di linguaggio del corpo, di quello che la nostra bocca non dice ma che il corpo riesce bene a comunicare.

Con la comunicazione non verbale possiamo dire che il nostro corpo può esserci d’aiuto in alcune situazioni, ad esempio quando vogliamo sedurre con lo sguardo e i movimenti, ma può anche rivelarsi traditore quando cerchiamo di nascondere emozioni che non vorremmo celare. Infatti, le posizioni del corpo, i segni e i gesti che l’individuo esprime, durante un pensiero, durante un dialogo o altre forme di interazione, non sono casuali, ma correlati ai suoi stati emotivi.

I canali di comunicazione non verbale sono il volto, il contatto visivo e lo sguardo, lo spazio personale, i gesti. Il toccarsi in precise zone del viso, l’accarezzarsi le labbra, il toccare gli oggetti in un certo modo sono gesti che permettono all’esperto della comunicazione non verbale di decodificare il linguaggio del corpo attraverso il quale parla la sfera inconscia.

Vediamo quindi nello specifico il significato di alcuni gesti che compiamo in diverse situazioni:

- Toccarsi il naso: sfregare la parte inferiore del naso (sotto le narici) con il dorso della mano significa rifiuto. Sfregare la parte esterna significa tensione emotiva, coinvolgimento.

- Toccarsi la gola: la zona della gola è legata all’angoscia; quindi se non si vuole trasmettere questo stato d’animo al proprio interlocutore si eviti di giocherellare con catenine, sistemare cravatte o colletti o grattarsi questa zona.

- Mordicchiare le unghie: è un gesto che scarica la tensione di chi lo compie. Osservarsi le unghie, invece, è un’azione legata al senso del giudizio.

- Toccarsi le labbra: è un segnale di gradimento.

Qualora si stia parlando con un amico o un’amica anche in questo caso ci saranno degli atteggiamenti dell’altra persona che ci faranno capire cosa pensa di noi. Sono segnali di gradimento gli avanzamenti del corpo, il mordicchiarsi le labbra, accarezzarsi i capelli, gambe e braccia non incrociate. Invece, sono gesti di rifiuto strofinare il naso con il dorso della mano, indietreggiare con il corpo, incrociare gambe e braccia.

- Portare l’indice ed il medio appaiati sulla guancia o davanti alle labbra: attenzione, riflessione.

- Accavallare le gambe ed intrecciare le dita delle mani attorno ad un ginocchio:atteggiamento caratteristico di chi è solito prendere le proprie decisioni con calma.

- Alzata di spalle, palme delle mani: debolezza passiva, manifestazione di resa.

- Togliere e mettere frequentemente gli occhiali: in un miope è indizio di ricorrente desiderio di non vedere, di non accettare una cosa ovvero un avvenimento di qualsivoglia genere.

- Aggiustarsi frequentemente il nodo della cravatta o i risvolti della giacca: tale gestualità può suggerire l’esistenza di un complesso di inferiorità. Nei rapporti con l’altro sesso, accompagna di norma un qualche tentativo di seduzione. Toccarsi la cravatta o tirarla verso l’esterno serve anche scaricare o a suggerire la propria eccitazione.

Naturalmente nell’ambito della seduzione la comunicazione non verbale è fondamentale. Proprio per questo da anni molti hanno tentato di spiegare “scientificamente” quella strana alchimia che porta due persone a stare insieme. Vero banco di prova è la fase del corteggiamento, durante la quale testiamo, più o meno inconsapevolmente, il nostro potenziale partner. E se c’è una possibilità che due persone diventino una coppia, molto dipende dalla prima impressione e dal primo appuntamento, quando molto forte è la parte che chiamiamo di comunicazione non verbale.

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Paura delle donne

Paura delle donne.. un problema che affligge un gran numero di uomini. È una paura persistente, anormale e ingiustificata delle donne e gli uomini in questione sentono ansietà anche se si rendono conto che l’oggetto della loro paura non costituisce un minaccia reale per loro. Quando la paura delle donne diventa una vera e propria fobia parliamo di ginefobia, nei casi più lievi, invece, si tratta di timore da parte di uomini che si sentono poco sicuri di loro stessi soprattutto davanti alle donne che li attraggono.

Le origini e i motivi vanno ricercati in più ambiti. Alcuni casi si pensa derivino da un’ esperienza traumatica sofferta in giovane età in cui è intervenuta una donna (per esempio, una donna che l’abbia maltrattato o che abbia fatto di lui una vittima di abuso sessuale nella sua infanzia), altri da situazioni specifiche come la paura del rifiuto, il timore di rovinare tutto ecc ecc… Ma analizziamo questi casi uno per volta.

La paura del rifiuto è la più comune tra gli uomini. Molti di essi non voglio essere respinti sentendosi dire la parola “no” da una donna. Per superare questo ostacolo bisogna cercare di accettare la situazione, convincendosi che se una donna vi rifiuta non vuol dire che lo faranno tutte le donne. Non darsi per vinto è la strada giusta!

Altra situazione che genera la paura delle donne è il timore di rovinare tutto, che nasce  quando ci provi con una donna e hai paura di fare il passo successivo e rovinare tutto il “lavoro” fatto in precedenza. È come se gli uomini camminassero in una stanza fatta di cristalli dove pensano e ripensano quale mossa fare per non rompere tutto. Si muovono così con una lentezza che potrebbe indispettire la donna perché lo percepirà come un uomo che non ha il fegato di provarci. La soluzione sta nel buttarsi nelle situazioni senza indecisione e senza strapensare troppo.

Il classico per eccellenza è la paura di mostrare interesse. Fare l’amico, fare il gentile, senza mai ostentare interesse vi farà solo perdere occasioni. Ricordate che le donne amano essere amate e corteggiate, quindi esibite tutto il vostro trasporto per la fanciulla dei vostri desideri!

E che dire della fifa verso le donne molto belle e con carattere? È un mix di ingredienti che stende letteralmente gli uomini più timidi. Questo genere di ragazze suscita una sorta di senso di inferiorità e appaiono come intoccabili e irraggiungibili. Tutto sta nel capire che sono donne normalissime, con le loro perplessità e le loro paure, accessibili a qualsiasi uomo.

Per finire possiamo dire che la paura delle donne non è un ostacolo insormontabile. Mi rivolgo agli uomini che provano questo disagio: ora vi sentite intimoriti e poco sicuri in alcune situazioni ma nel  momento in cui riuscirete a superare questa paura vi guarderete indietro e penserete che questa stupida paura limitava la vostra vita e che ogni singolo passo compiuto per superarla valeva la pena di essere fatto!

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Mental coach

Il mental coach è quella figura professionale che mediante l’uso della pnl (programmazione neuro linguistica ) è capace di aiutare le persone a raggiungere i propri obbiettivi allenando la loro mente oppure ” riprogrammandola ” facendogli raggiungere la propria eccellenza.

In quali casi è opportuno chiamare un mental coach? I motivi che spingono a chiamare una figura di questo genere sono numerose, e sempre più persone nel mondo ne stanno aproffitando dei benefici. Dagli sportivi ai venditori, dalla casalinga allo studente, medici, non fà alcuna differenza perchè tutti ne possono trarre beneficio.

Cerchiamo di andare un pò più nello specifico. Esistono 3 rami per il mental coach : Life coach – Sport coach – Business coach. Ognuno di questi si basa sull’utilizzo delle stesse tecniche in quanto che si parli di uno sciatore, di un medico o di una casalinga i ” miglioramenti  ” da fare sono simili. Fondamentalmente la persona è la stessa a meno che decida di non praticare per scelta uno di questi rami.

Life coach : Viene chiamato quando si vuole migliorare qualche aspetto della propria vita privata. Per esempio per eliminare una fobia ” es: aracnofobia “, oppure per eliminare degli stati d’ansia  “  es: un esame “. Ci può aiutare nella formazione dei nostri obbiettivi es: ” la perdita di peso “.

Sport coach : Come dice la parola stessa viene chiamato per aiutare lo sportivo. Immaginate un motociclista che è alle prese con una pista nuova e prima della gara può solamente fare 1 o 2 giri di prova. In questo caso interveniamo con una serie di tecniche che permettono allo sportivo di fare e rifare la pista un numero di volte sufficente per memorizzare la pista.

Pensate a che vantaggio possa portare in una competizione così. 30 motociclisti hanno provato la pista 2 volte e uno di questi l’ha provata 100 volte. Per ogni genere di sport si pratichi può servere un coach: pallavolo, tiro con l’arco, sciatore, calciatore, golf, ecc

Business coach : Serve per aiutare le persone nel proprio lavoro. Ad esempio per una azienda che vuole migliorare le capacità di vendita dei propri venditori. Il professionista che vuole migliorarsi nelle proprie capacità comunicative con i propri clienti e fornitori.

Che si parli di un ramo piuttosto che di un’altro non fà alcuna differenza, il life è il ramo che li accomuna tutti, perchè sia che si parli di uno sportivo sia che si parli di un professionista, il controllo degli stati emotivi accomuna tutti quanti.

Un aspetto interessante per i clienti nel mio lavoro e che non si dovono spostare. E’ il mental coach che viene direttamente nella vostra città in modo da ritrovare l’aiuto che desiderate in un ambiente a voi familiare.

Perchè viene fatto questo? Molte persone non sono a proprio agio nello spostarsi da una città all’altra, di conseguenza per alcuni può portare stress e ovviamente è a svantaggio sia del cliente che del coach.

Altre volte perchè lo sportivo oppure l’intera squadra ha bisogno di allenarsi nella propria palestra o comunque nel proprio ambiente per riuscire a esprimere al meglio quello di cui hanno bisogno.

Concludo dicendo che sia che vi serva un mental coach per il life-sport-business la figura è la stessa scegliete la persona che vi sembra più adatta alle vostre esigenze e con buone probabilità vi ritroverete molto soddisfatti del servizio, in quanto noterete in breve tempo dei miglioramenti straordinari.

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Vincere la timidezza

Rossore in viso, sudorazione, battito cardiaco accelerato, tremori, nausea e ansia.. le persone molto timide sanno bene di cosa sto parlando. Allora veniamo a noi: come vincere la timidezza?

Sono tante le persone che non riescono ad avere una vita sociale tranquilla e disinvolta a causa del timore di relazionarsi con altri individui. Di solito le persone timide si suddividono in due tipologie e adottano stili opposti nel rapporto con gli altri, infatti un timido può mostrare sottomissione o aggressività. Il timido nella maggior parte dei casi è una persona oppressa da un forte senso di inferiorità, che arrossisce e si scusa in ogni occasione, ma a volte può cercare di nascondere la propria insicurezza mostrando spacconeria e spavalderia.

Chi è afflitto da un carattere insicuro è inoltre facilmente etichettato come una persona asociale per la quale avere poca considerazione. A sua volta chi subisce questo trattamento si sente gravato dal peso di un giudizio sbagliato e di conseguenza tende a chiudersi sempre di più nel proprio guscio. Alla base di questo atteggiamento è presente una bassa autostima da ricostruire al più presto per contrastare la paura di essere sempre giudicato negativamente.

All’Ospedale Sainte – Anne, a Parigi, psichiatri e psicologi hanno rilevato cinque grandi classi di timidezza, che si manifestano in relazione alle situazioni più temute. Le due più frequenti sono la timidezza di azione e la timidezza di prestazione:

  • Timidezza d’azioneè la paura di disturbare l’altro. I timidi di azione non vorrebbero contraddire gli altri per nessun motivo; non vorrebbero mai trovarsi a dover prendere un’iniziativa che potrebbe metterli a rischio di tradire un disaccordo da parte loro. A proprio agio in pubblico, non si oppongono mai. Rifuggono le discussioni, evitano di porre domande precise durante le conversazioni. La loro paura del conflitto riflette il timore di essere poco stimati.
  • Timidezza di prestazione: è l’impressione ossessiva e paralizzante che gli altri siano lì per giudicarci. L’esposizione di fronte ad una classe, la lettura di un testo durante un matrimonio sono situazioni che mettono alla prova. Questa forma di timidezza inizia a manifestarsi sui banchi di scuola, con la paura di fare domande in classe.
  • Timidezza del quotidiano: gli incontri con un vicino, o il semplice fatto di andare al lavoro e di chiacchierare con i colleghi possono essere un tormento. I timidi del quotidiano temono sguardi, silenzi, situazioni di stasi cui sembra aprirsi un baratro tra loro e l’interlocutore. Il massimo del disagio consiste nel percorrere un tragitto in automobile con una persona che non si conosce molto bene. Senso di paralisi, sudorazione e tensione interna riflettono questa paura di non “saper fare conversazione”.
  • Timidezza della rivelazione di sé: in questo caso la paura riguarda il territorio del personale. I timidi della “rivelazione di sé” sono a proprio agio con le conversazioni quotidiane, ma si bloccano quando si sfiora la loro vita personale. Li si conosce da anni, e ci si rende conto tutto d’un tratto di non sapere nulla di loro.
  • Timidezza di visibilitàquesta timidezza corrisponde all’angoscia di trovarsi a incrociare sguardi. Il timido di visibilità detesta, per esempio, passare davanti ad un caffè all’aperto con le persone sedute ai tavoli.

 

Una volta scoperta l’origine e la causa che rende timidi si può lavorare per vincere la timidezza e riscoprirsi più sicuri di sé. In primis bisogna riconoscere di essere timidi ed insicuri senza nascondersi dietro ad un dito, anche perché la diagnosi non è di un male incurabile, ma di qualcosa di cui, accertandone l’esistenza, si è già fatto il primo passo per la cura. Occorre  aumentare l’autostima, aumentare le capacità comunicative e superare la paura di sbagliare e dell’ignoto.

È importante essere convinti delle proprie idee e magari non pensare troppo se si vuole dire qualcosa. Dare sfogo a una conversazione spontanea e naturale fa diminuire di sicuro l’imbarazzo. Ad esempio se sei con un gruppo di amici e si deve decidere dove passare la serata, dì la tua senza timore, oppure se stai avendo una conversazione e gli altri la pensano diversamente da te non farti alcun problema a dire come la pensi. Fai sapere le tue preferenze e a piccoli passi entra anche in quei contesti in cui non ti senti a tuo agio, piano piano riuscirai a sentirti sicuro.

La costanza è la chiave per vincere la timidezza e non abbiate timore di affrontare la vita e i rapporti interpersonali, pensate che “ la timidezza, fonte inesauribile di disgrazie nella vita pratica, è la causa diretta, anzi unica, di ogni ricchezza interiore” (Emil Cioran)

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