Fiducia in se stessi

Osservazioni sull’approcio

Viviamo nell’era della tecnologia e della globalizzazione, è possibile comunicare con persone provenienti da ogni parte del pianeta direttamente dal salotto di casa nostra, il mondo ormai non ha quasi più confini e siamo tutti collegati.

Allora perché la maggior parte delle persone ha una estrema difficoltà ad approcciare una ragazza sconosciuta, perché trova terrificante il solo dover far pochi passi ed iniziare una semplice conversazione?

Sicuramente uno dei motivi può essere trovato nel fatto che ormai ci si sente nudi senza la protezione di uno schermo e che quindi quella tecnologia che di fatto ci fa avvicinare al resto del globo allo stesso tempo indissolubilmente ci allontana. Ma sarebbe troppo semplicistico accusare internet e definirlo panacea di ogni male anche perché, nonostante tutto, le interazioni sociali continuano ad essere parte integrante delle nostre vite.

La risposta più immediata è quella di far combaciare l’ansia d’approccio con la paura del rifiuto. Cerchiamo allora di addentrarci più a fondo nella psicologia maschile a riguardo:

Nel fare il primo passo “live” con conseguente timore di essere respinti ci si sente schiacciati da due tipi di pressioni sociali, una esterna ed una interna.

La pressione esterna consiste nel credere (il più delle volte erroneamente) che verremo giudicati, se non addirittura marchiati a fuoco in caso di insuccesso con conseguente inabissamento del nostro status.

La pressione interna invece è quella per cui il nostro stesso ego rimarrebbe sfregiato nell’essere scartati da una persona che in realtà non ha nessun valore reale per noi se non quello che noi stessi decidiamo di dargli. Il più delle volte il turbamento scaturito dal solo pensare che ci sia la possibilità che la nostra fragile fiducia in noi stessi venga anche leggermente scalfita è motivo sufficiente per battere in ritirata.

Connessa alla pressione interna vi è un’altra causa della pavidità di alcuni, ovvero il proiettare troppa levatura alla persona che in quell’istante sta occupando i nostri pensieri. Mettere la ragazza dei nostri, anche solo momentanei, desideri su di un piedistallo compiendo una valutazione sicuramente sbilanciata ed assolutamente arbitraria non ci aiuta di certo. Elevare oltre a noi la statura del nostro target ci spoglia di ogni potere rendendo i nostri metodi di seduzione, anche se solidi, a dir poco spuntati se non assolutamente inefficaci.

Se si guarda da un punto di vista razionale la bionda seduta in fondo al locale con un rossini in mano non è nient’altro che un grosso punto interrogativo per noi, un’incognita. Noi non sappiamo che tipo di persona sia ne se in realtà, oltre all’aspetto fisico, sia una persona interessante e che valga la pena di conoscere o se invece sia qualcuno da cui noi stessi vogliamo tenerci alla larga. Quello che sappiamo per certo, e mi sembra stupido quanto indispensabile ricordarlo, è che lei è un essere UMANO che in quanto tale ha insicurezze, aspirazioni e fobie proprio come noi e quindi non è una creatura perfetta, una dea che per legge naturale ci deve guardare dall’alto verso il basso. Quindi perché dovremmo assumere tutto questo e prostrarci noi in prima istanza o addirittura desistere dal conoscere qualcuno che riteniamo attraente?

Ovviamente non c’è motivo valido.

Prima di lasciarvi, visto che vi voglio bene, desidero darvi una notizia atta a risollevarvi gli animi:

Non è necessario un approccio (o pick-up in generale) perfetto per raggiungere i nostri obiettivi! Ovviamente noi insegniamo l’eccellenza, che dovete sempre e comunque ricercare oltre che tenere come punto di riferimento, ma questa non è condicio sine qua non per ottenere gli scopi prefissati.

Andate ed aprite senza esitazioni!

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Data di pubblicazione: 

09/02/2011

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Un Commento

  1. Posso immaginare l’ansia che si prova nel momento dell’approccio (sebbene non sono una che approccia, ma si fa solitamente approcciare, ho provato anche io nella mia vita ad avvicinarmi ad un uomo, quindi conosco le pressioni psicologiche) :)!

    Ma la pressione non la prova solo chi deve avvicinarsi, ma anche chi è avvicinato… Mi spiego.

    L’altra sera, stavo in un locale, seduta al bancone a fare due chiacchere con la mia amica di sempre. Quando ad un certo punto si avvicina un tizio (molto carino) e attacca bottone, parlando del servizio scadente del posto. Si vede subito che è orientato su di me. Ansia. Chi è mo questo? Che vuole? Ansia. Che dico? Non so se continuare la conversazione. Ansia.

    Solitamente mi capita sempre quando percepisco che all’altra persona posso interessare. Quindi ci sta la pressione interna/esterna spiegata nell’articolo. E in più si aggiunge il sentimento di ansia-agitazione della “preda”.

    Ma il tutto è meraviglioso…Perché fa parte del gioco della seduzione 🙂 no?

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