Essere nel giusto stato mentale – Perché è così difficile
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Essere nel giusto stato mentale – Perché è così difficile

Vivere il momento, è per molti versi come agire in modo opposto al normale funzionamento del cervello - il quale raccoglie tutti i momenti e li trasforma in scene a lui note da abbinare a risposte e soluzioni familiari. Questa tecnica fa risparmiare al cervello molto lavoro, e quindi il suo meccanismo naturale di azione è di trascinarmi fuori dall’istante che sto vivendo e riportarmi nella mia testa. Essere nella mia testa - o pensare – si basa sulla supposizione che non succederà niente di fondamentale in quei pochi momenti e che il cervello può usare questa breve pausa per rielaborare un insieme di momenti passati e creare una risposta, piuttosto che ricreare dall’inizio ogni momento. Quindi, essere nel giusto stato mentale, senza queste pause, è come un atto di volontà, dove la volontà convince il cervello che ogni momento è fatale; questo implica che io sia interessato intensamente a tutto ciò che accade fuori dalla mia testa, e che viva ogni momento come se fosse l’ultimo.

I giocatori migliori raccontano spesso di come vedono aprirsi le situazioni come se fossero nel Matrix; gli sportivi parlano di momenti in cui il tempo si ferma e vedono il campo da gioco come uno spazio senza tempo. Questi giocatori sono in grado di vedere perché vivono il trovarsi nel giusto stato mentale come un atto di volontà, prestano realmente attenzione a ciò che accade, e perché guardano il mondo fuori dalla loro testa come fosse una semplice materia da sviluppare e rafforzare. La maggior parte delle tecniche di pick up hanno come obiettivo quello di insegnare agli uomini come rendersi interessanti – raccontare storie e barzellette, fare dei trucchi di magia, avere hobby interessanti - ma ciò che voglio farvi capire qui, è che il miglior modo per rendersi interessanti agli occhi degli altri è mostrare interesse nei confronti della persona che vi trovate davanti.


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Data di pubblicazione: 13/08/2007

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Commenti

  1. Rob dice:

    Sono totalmente d’accordo con la frase: “Quindi, vivere il momento, senza queste pause…….come se fosse l’ultimo”. E’ un’abitudine. Alleni la tua mente a lavorare in un modo piuttosto che in un altro.
    Conoscete lo stereotipo del professore maldestro che è in grado di capire la complessità della meccanica quantistica ma che non nota niente di quello che gli accade intorno? Questo stereotipo è parzialmente vero, e io ne ho conosciuti molti di questi professori. Qual è la ragione? La loro mente, attraverso l’esercizio, si è adattata a pensare infernalmente, a reagire ai dialoghi,alle immagini e alle discussioni interne, piuttosto che a quello che succede fuori. E funziona. Se siete dei professori universitari questo è quello che dovete fare – durante il lavoro.

    Ora, analizziamo per esempio un tassista. La maggior parte di loro sono molto attenti, e hanno un istinto naturale per capire ciò che succede nel modo e sono dotati di una consapevolezza spaziale. Anche in questo caso si applicano gli stessi principi. Sembra che per loro questo cambiamento si manifesta anche a livello fisico – c’è uno studio recente, che mostra i cambiamenti strutturali che avvengono nel cervello dei tassisti.

    Vedo questo “focalizzarsi su ciò che accade fuori” come un modo per allenare il cervello e abituarlo a notare cosa succede intorno a noi. E’ un atto di volontà, come dici tu, ma col tempo diventerà qualcosa di naturale.

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