Timidezza
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Timidezza

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Episodi di timidezza sono normali in ognuno di noi; tutti, infatti, in alcune situazioni, ne abbiamo fatto esperienza. Troviamo descrizioni di timidezza risalenti a ogni epoca e a ogni cultura: essa, quindi, pare essere un elemento che da sempre caratterizza e accompagna l’essere umano.

Come superare la timidezza, l’insicurezza, la paura di agire ecc. è una questione che coinvolge chiunque prenda la decisione di ottenere dalla vita qualcosa in più del solito. E’ come una forza invisibile che ti blocca completamente nel momento in cui devi intraprendere un’azione necessaria per conseguire un risultato.

Sono soltanto tre le paure istintive che ciascuno di noi ha già dalla nascita: la paura di cadere, la paura dei rumori forti e la paura di essere abbandonati. Sappiamo questo perché nel momento in cui un neonato ode un forte rumore sussulta e piange. Oppure quando ha la sensazione di perdere l’appoggio sotto di sé, o ancora quando viene privato per molto tempo del contatto fisico dei genitori, la sua reazione istintiva è quella di piangere.

Al di là di queste, tutti gli altri tipi di paura vengono acquisiti, o per meglio dire imparati, durante l’arco della nostra vita. Molte di queste paure ci vengono insegnate dai genitori, dalla scuola, dai media o da determinate esperienze che facciamo.

Per esempio, se un bambino vede la madre terrorizzarsi alla vista di uno scarafaggio, è facile che quel bambino impari la stessa forma di paura per imitazione. Allo stesso modo, se qualcuno sperimenta il fallimento quando tenta di fare qualcosa di nuovo, acquisirà una specie di fobia nei confronti di quella specifica azione. E’ il caso, ad esempio, della paura di avvicinare una persona sconosciuta. A volte è sufficiente un solo caso di fallimento per sviluppare la paura.

La paura è un’emozione utile; ma solo se viene incanalata propriamente può trasformarsi in un’alleata sulla via del successo. Per poter sfruttare questa emozione positivamente, occorre innanzitutto superarla. E’ necessario che tu diventi in grado di controllare la tua paura in un modo tale da impedirle di manifestarsi quando non è necessario.

La “timidezza” è stata descritta dagli studiosi in molti modi diversi e non è ancora possibile darne una definizione univoca: alcuni si sono concentrati sui suoi aspetti psicologici, interni alla singola persona, intendendo cioè la timidezza come una esperienza soggettiva di preoccupazione e nervosismo nelle situazioni sociali. Altri hanno invece sottolineato maggiormente gli aspetti più direttamente osservabili, cioè i suoi risvolti comportamentali quali l’inibizione o l’evitamento delle situazioni interpersonali.

Quel che pare caratterizzare le persone timide, seppur in gradi molto differenti, è la sensazione di essere sottoposte all’osservazione e al giudizio degli altri, giudizio che temono essere negativo. Questo può alimentare bassa autostima e scarsa fiducia in se stessi, che aumentano a loro volta il timore di non essere accettati. Le aspettative negative delle persone timide le inducono a focalizzarsi su se stesse per tenere sotto controllo ciò che potrebbe essere criticato dagli altri e il loro atteggiamento, dall’esterno, appare remissivo o inibito.

L’esperienza della timidezza risulta allora molto eterogenea e abbraccia una serie di condizioni differenti per intensità, pervasività e grado di sofferenza arrecato alla persona.

Timidezza e ansia sociale

Da questo punto di vista, la timidezza può essere immaginata come parte di un continuum di “ansia sociale” che va dalla normalità alla patologia. Ad un estremo possiamo immaginarla come una caratteristica della personalità in soggetti del tutto normali, nei quali si manifesta in alcune situazioni sociali senza arrecare particolare sofferenza. Possiamo poi immaginare una timidezza più diffusa e stabile e capace di far soffrire la persona, per poi arrivare a condizioni francamente patologiche come la fobia sociale e il disturbo evitante di personalità.

Il primo passo verso il totale superamento di una paura consiste nell’individuare il seme da cui questa paura si è sviluppata. Una certa quantità di autoanalisi è necessaria. Una volta individuata l’origine si può procedere con opportune tecniche a convertire la paura in un punto di forza.

Ad esempio, se il tuo dilemma è come superare la timidezza nell’approccio con una persona dell’altro esso, devi innanzitutto risalire al caso più antico di cui tu hai ricordo e in cui questa paura si è manifestata. In genere la prima situazione di cui ti ricordi coincide con il momento in cui la paura si è sviluppata.

Come abbiamo visto, paure quali la timidezza, l’insicurezza ecc. sono comportamenti che abbiamo imparato o comunque ci sono stati insegnati da qualcuno. Dobbiamo immaginare il nostro cervello che alla nascita è come un quaderno nuovo con tutte le pagine bianche. Non appena veniamo al mondo, le persone che ci circondano cominciano a fare a gara per scrivere su quel quaderno. Alcuni ci scrivono ricette utili come il saper costruire oggetti, utilizzare macchinari, fare i calcoli matematici ecc. ecc. Altri invece scrivono istruzioni deleterie come ad esempio il meccanismo della timidezza, della paura del giudizio altrui, della bassa autostima e via dicendo.

Ora, questo non deve essere un motivo per odiare i nostri genitori o chi altro, in quanto chi ci ha insegnato queste cose a sua volta lo ha fatto in maniera inconsapevole a volte addirittura pensando di fare un bene. E’ comunque fondamentale capire che come tutte le cose scritte su un quaderno possono essere cancellate e corrette oppure sostituite con altre più utili.

Le strategie di miglioramento personale attualmente a disposizione ci forniscono un’enorme quantità di strumenti efficacissimi per convertire le nostre paure in una fonte di inesauribile energia che possiamo utilizzare per rendere la nostra vita più serena e soddisfacente sotto tutti i punti di vista!


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Sono disponibili altri articoli con queste Tag: superare la timidezza Data di pubblicazione: 14/12/2011

Biografia dell'Autore

Maria è una degli ultimi arrivi nel nostro team di blogger. Avendo vissuto sia al nord che al sud Italia ha avuto modo di avere a che fare con diverse tipologie di maschio italiano ed è, anche per questo, totalmente qualificata per condividere il suo punto di vista femminile su questo blog. Commenta pure i suoi post, sarà felice di ricevere i tuoi feedback.

Commenti

  1. Linus dice:

    Bell’argomento e bell’ articolo.

    Lo sento molto mio, perché in passato sono stato un “malato di timidezza”.

    Quando ero adolescente ero un ragazzo timidissimo, molto più dei miei coetanei. Non riuscivo ad esprimermi con gli altri ed ero sempre silenzioso e non sapevo cosa dire.

    Mi sembrava di essere più lento degli altri nel fare battute, nel trovare argomenti, percepivo come un “calore” quando avevo gli occhi puntati addosso e avevo paura di parlare con le ragazze.

    Ovviamente non mi piacevo esteticamente e mi parlavo sempre “in testa” dicendomi frasi come: “sono brutto”, “non piacerò”, “non mi sento a mio agio”, non me lo merito…”.

    Come quasi tutte le persone timide, mi crogiolavo nel mio dolore, non vedevo via d’uscita ed ero veramente bravo nello smontare qualunque suggerimento, indipendentemente da quante fosse utile.

    Allo stesso modo, come quasi tutte le persone timide, ho dovuto toccare il fondo prima di decidere di cambiare qualcosa. Come dice Einstein: “se continui a fare le stesse cose, non aspettarti risultati diversi”. Mi resi conto che avessi continuato così, sarei semplicemente rimasto timido per sempre.

    Grazie al sostegno di un caro amico, un corso di teatro e numerosi tentativi di superamento di barriere dettate dalla timidezza, sono riuscito a cambiare.

    Oggi sono diverso, e affronto a viso aperto la vita.

    E sono qui per dare man forte a chi come me ha avuto o ha tutt’ora problemi di timidezza :)

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Ho fatto una consulenza telefonica di un'ora con Massimiliano. Sono rimasto molto soddisfatto. Massimiliano è innanzitutto una persona trasparente e sincera, e, in secondo luogo, un istruttore con una conoscenza del mondo seduttivo, una proprietà di linguaggio e un'empatia fuori dal comune. È stato capace di sciogliere ogni dubbio e di offrirmi consigli davvero preziosi.
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Ho effettuato un corso da 15 ore circa con il responsabile di zona Massimiliano. Sono rimasto molto contento per i due giorni trascorsi con l'istruttore che si é mostrato fin da subito gentile e disponibile. Avendo intrapreso per la prima volta un corso del genere pensavo di trovare qualche difficoltà e difatti non é stato semplicissimo, soprattutto per alcuni aspetti che bisogna allenare e migliorare. Nel complesso mi ritengo comunque soddisfatto perché ho appreso una base che ritengo solida e adesso devo cercare di allenarla. Ringrazio ancora tantissimo Massimiano per la pazienza e il continuo supporto, super consigliato.
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3 mesi fa
Ho visionato il primo video di Stealth Attraction. La sera stessa son andato a ballare con una mia amica-spalla; ho visto una bellissima ragazza, quindi, anche se era da un po' che non lo facevo, ho deciso che quella sera avrei avuto il suo numero, perciò ho pensato di applicare le tecniche illustrate nel video, ovviamente adattate alla situazione: ho cercato di aumentare il mio valore (son andato a ballare con la mia amica-spalla gran gnocca, poi ho salutato le altre mie amiche nella sala, ho parlato anche con amici uomini, ho cambiato spesso posizione) mi sono avvicinato a lei in modo discreto creando l'interesse facendo battutine e scherzando con lei. Alla fine è stata lei a cercarmi, finché le ho chiesto il numero e me lo ha dato. In pratica ho avuto il 100% di successo. Era da un po' che mi ero impigrito con le ragazze e debbo dire che il vostro prodotto ha funzionato alla grande. Non vedo l'ora di guardare gli altri video. Soldi proprio ben spesi.
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