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Essere leader

Essere Leader

essere leader
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“Vincitori, leader, capi d’azienda, persone dotate di potere personale agiscono partendo sempre dalla convinzione che è possibile ottenere buoni risultati solo assumendosi le proprie responsabilità e guardando lontano. Essi non prendono mai in considerazione il fallimento, non rientra nel conto.” (cit.)  Ed è proprio in queste parole che si racchiude cosa vuol dire essere leader.

Il termine deriva dall’inglese to lead che significa dirigere, guidare. L’etimologia ci fa subito comprendere che il leader guida un gruppo di persone (seguaci). Il concetto di leader si applica ormai a svariati campi delle attività umane: management, politica, cultura, arte, sport ecc.

Il leader non è solo colui che comanda, anche se spesso le cose coincidono: è piuttosto chi sa guidare un gruppo di persone, non ha dubbi sugli obiettivi da raggiungere e lavora con il suo team per perseguirli.

Tutti noi possiamo essere leader, se rispettiamo alcune caratteristiche indispensabili e distintive dell’attitudine alla leadership.

1.    Fiducia nelle proprie capacità e quindi nessun dubbio sugli obbiettivi da raggiungere.

2.    Affidabilità, credibilità e risultati che generano stima e fiducia nei suoi confronti.

3.    Buone doti psicologiche per comprendere, capire e comunicare con gli altri.

4.    Moralità pratica, cioè coerenza nel perseguire regole. Un capo mafia può essere un leader perché lui stesso segue delle regole.

5.    Iniziativa motivante, cioè la capacità di agire, realizzando obbiettivi che sono fortemente desiderati dai seguaci.

Il primo punto si realizza con la forza e l’esperienza necessarie per affermarsi nell’ambito di competenza. In primo luogo, bisogna essere consapevoli delle proprie capacità e usarle al meglio per il raggiungimento dei propri obiettivi: pensiamo, ad esempio, alla figura del “capo”: se – nel darci una direttiva – egli dimostra insicurezza, come potrebbe un suo ordine risultare efficace?

Il secondo punto viene invece costruito ed è importante per far comprendere come nessuno nasca leader. Essere credibili, affidabili, onesti e leali: questo consente di godere della fiducia dei propri collaboratori, dote indispensabile per favorire un sano spirito di squadra.

Il terzo punto è spesso sottovalutato, pensando che le doti psicologiche di un leader debbano essere innate. Può essere così, ma è possibile anche apprenderle. E’ importante trasmettere empatia : essere cioè capaci di “vedere il mondo con gli occhi degli altri”, in modo da ridurre le incomprensioni e saper puntare sulle giuste leve motivazionali delle persone che fanno parte del proprio team.

Il quarto punto più che sul concetto di etica si sofferma su quello di coerenza perché il leader deve essere immune da contraddizioni (quasi sempre una contraddizione è una debolezza).

L’ultimo punto è quello più difficile da realizzare perché l’iniziativa deve portare a risultati concreti, non può essere semplicemente propositiva. Realizzare parzialmente o totalmente i sogni dei seguaci deve essere una delle preoccupazioni del leader. Si comprende pertanto come sia molto difficile esercitare la propria leadership in un gruppo non omogeneo, dove i singoli individui hanno obiettivi diversi. In questo caso il vero leader deve essere in grado di unificare gli obiettivi o di avere una multistrategia che consenta di operare su più fronti.

Essere leader” vuol dire avere la capacità di guardare lontano sapendo quali sono gli obiettivi finali da raggiungere. A ciò si aggiunge l’abilità di trasmettere la sua visione anche al proprio staff.

Ritorniamo al precedente esempio del “capo”:  se, quando egli da un compito ai suoi collaboratori, è capace di spiegare loro i risultati e le conseguenze positive di un lavoro svolto al meglio, è molto probabile che essi avranno uno stato più produttivo e proattivo.

 

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Data di pubblicazione: 

14/11/2011

Maria

Maria è una degli ultimi arrivi nel nostro team di blogger. Avendo vissuto sia al nord che al sud Italia ha avuto modo di avere a che fare con diverse tipologie di maschio italiano ed è, anche per questo, totalmente qualificata per condividere il suo punto di vista femminile su questo blog. Commenta pure i suoi post, sarà felice di ricevere i tuoi feedback.

Un Commento

  1. Grazie Maria,

    con quest’articolo mi hai dato una visiona più ampia del termine leader. Pensavo fosse solo colui che comanda…Invece è colui che è in grado di “guidare”.

    E in amore chi è il leader, quindi?

    Come si dice nell’articolo, nessuno nasce leader, ma lo si apprende.. Imparare ad essere onesti, leali e empatici è fondamentale per diventare un leader. Anche e soprattutto nella coppia.

    Quindi, non basta avere un indole forte, e un piglio da comandante… Senza dubbio nella coppia c’è una parte più forte e una più debole…

    Ma entrambi dovrebbero essere leader a mio avviso..

    Entrambi dovrebbero essere leali, onesti ed empatici, o no?

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