Fissazione in amore
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Fissazione in amore

fissazione in amoreFissazione in amore

In questo post vi voglio parlare di attrazione. L’attrazione scatta in pochi secondi, a volte al primo sguardo, è una questione di chimica, di magia. Col passare del tempo può svilupparsi, evolversi e diventare altro: una semplice infatuazione, un amore sincero, e sempre rimanendo in tema, una fissazione in amore.

Cerchiamo di trovare delle differenze tra queste varie mutazioni dell’attrazione. Per prima ho nominato l’infatuazione. Essa racchiude numerosi sentimenti e impulsi che ci fanno sentire attratti da un’altra persona. È quella sensazione che ti fa capire che chi ti sta di fronte ti piace molto, che vorresti passarci del tempo. Finisce che si crea un bel rapporto , ma che man mano che si va avanti la situazione va scemando e sei già pronto ad adocchiare qualcun altro.

L’amore invece è tutta un’altra cosa. L’innamoramento avviene quando crei un rapporto di coppia con la donna che ti piace, la conosci meglio e lei conosce te. L’amore è l’incontro di due universi, l’unione fisica e mentale di due mondi, un sentimento talmente profondo che risulta difficile da spiegare e analizzare.

La fissazione invece, può prendere strade diverse. In primis c’è la semplice fissazione che ti fa dire “lei è l’unica donna per me!”. Forse perché non ne conosci altre! Concentri l’attenzione su l’unica che stimola la tua fantasia e, magari , anche conoscendola poco, credi di esserne innamorato. Vedi solo lei, pensi solo a lei, solo lei è l’unica ragazza speciale al mondo! Ecco, questa è una fissazione! Poi c’è la vera e propria fissazione in amore, che nasconde anche dei lati bui e pericolosi.

Chi è vittima di una vera e pesante fissazione per il partner, che ama, ma di cui mette spesso in dubbio gli atteggiamenti, o che controlla costantemente, tende a rendere l’amore malsano, malato. Un amore malato  è un rapporto basato su abusi fisici e psicologici. Si diventa iperprotettivi, gelosi anche quando non serve, si pongono limiti al partner riguardo le amicizie, le uscite. Per non parlare delle umiliazioni pubbliche, le minacce, i rapporti sessuali forzati, gli insulti. La dolce metà diventa un’ossessione, un oggetto da manipolare e controllare.

In questo caso la fissazione in amore è pericolosa, rischiosa e non può più essere affiancata alla parola amore. Chi "ama" male non ama il partner per quello che è ma cerca continuamente di cambiarlo. Quando una relazione funziona, quando un amore è "giusto" dovremmo sentirci belli, amati, al sicuro. Dovremmo aver voglia di crescere, di migliorare, di uscire, di metterci un bell'abito, ma per farlo, dovremmo avere l'appoggio incondizionato del partner.

In conclusione posso dire che, per quanto riguarda l’ultimo caso descritto, per come la vedo io, la parola “fissazione” e la parola “amore” non possono essere messe così vicine. Sono due cose molto diverse e se in una persona prevale una probabilmente non può esserci anche l’altra..

Ditemi che ne pensate…


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Data di pubblicazione: 14/07/2012

Biografia dell'Autore

Stefania è una degli ultimi arrivi nel nostro team di blogger. Vive nel sud Italia e lavorando in un cocktail bar ha modo di avere a che fare ogni giorni con diverse tipologie di uomini e, anche per questo, è totalmente qualificata per condividere il suo punto di vista femminile su questo blog. Commenta pure i suoi post, sarà felice di ricevere i tuoi feedback.

Commenti

  1. Lucrezia dice:

    Suona proprio male la parola “fissazione” accanto ad “amore”, sono d’accordo con te Stefania. E’ un articolo che mi stimola un paio di riflessioni.

    Innanzitutto, a mio avviso, l’infatuazione nasce spesso per carenza d’affetto, ci si lega alla prima persona che l’attrae, oppure perché ci si vuole mettere alla prova dal punto di vista fisico, oppure il desiderio di diventare grandi, importanti.

    E’ vero, spesso l’infatuazione è uno stato che attraversa l’adolescente; ma ci sono anche tanti casi visti in individui adulti.

    Spesso dopo l’infatuazione tutto finisce, quella persona non piace più; come anche si potrebbe passare ad altri stati, cioè alla fissazione o meglio all’ossessione.

    Si crea la fissazione o l’ossessione quando la mente arriva a pensare che quella persona, alla quale si è stati infatuati prima, sia la sola e unica persona al mondo; spesso succede quando si conoscono poche persone, in particolare del sesso della persona a se unica e dunque si pensa che senza quella è tutto finito. (proprio in linea con quello che dice Stefania nel suo intervento).

    A questo punto, come si fa ad uscire fuori dall’ossessione/fissazione? Semplice, si devono creare dentro il proprio io e dunque dentro il proprio cervello, messaggi attraverso i quali si stabilisce un’idea chiara, anzi un concetto limpido che dice che il mondo è pieno di altra gente, dunque dopo aver fatto questo ragionamento, passare alla pratica, cioè conoscere altre persone.

    Rimedio semplice e immediato, per scardinare una fissazione… Voi che dite? Mi ricorda vagamente il concetto di “chiodo schiaccia chiodo…”…

  2. Ele dice:

    Non so se sia giusto scrivere un tale papiro come commento, anzi, scusatemi per questo! Purtroppo sto vivendo in prima persona una situazione di disagio, che si protrae ormai dal 2012…a suo tempo ero già fidanzata con il mio attuale convivente (sono 14 anni che siamo fidanzati), tra alti e bassi appunto nel 2012 andammo a convivere; nello stesso anno conobbi per lavoro un mio coetaneo, che volle attirare la mia attenzione con comportamenti stupidi e fuori luogo (tipo canticchiare canzoncine romantiche quando mi vedeva, fare occhiolini e abbracci), purtroppo ne rimasi fortemente infatuata e sembrava anche da parte sua che ci fossero interesse e simpatia. Tradii il mio compagno con lui e questo individuo, dopo aver avuto due-tre incontri con me, mi snobbo’ completamente e mi dimostro’ tutto il suo disinteresse. Nascosi la cosa al compagno, provavo innanzitutto un enorme senso di colpa per l’accaduto, però allo stesso tempo nella mia mente si era insinuato questo pensiero ossessivo per l’altro e non riuscivo a liberarmene. Per mesi non vidi più questa persona (per motivi di lavoro non ne ebbi piu’ la possibilità), ma poi riapparve e io feci di tutto per farlo innamorare di me e farlo sentire coinvolto (tipo prenderlo alla sprovvista e baciarlo appassionatamente e metterlo nelle condizioni di vedermi nella speranza che perdesse la testa per me)…era diventata una fissazione l’obiettivo di conquistarlo, a tutti i costi…questo naturalmente non avvenne! Nel 2013, mentre inviavo di continuo a questo tizio messaggi interminabili, veri e propri papiri, in cui parlavo dei miei pensieri, di ciò che mi faceva soffrire, della mancanza che sentivo per lui quando non potevo vederlo, etc…(E lui secondo me non li leggeva neanche, per quanto era disinteressato e preso da tutt’altro e a malapena mi rispondeva con 4 parole stupide, prive di qualunque profondità), il mio compagno prese in mano il mio cellulare e per evitare che leggesse i messaggi indirizzati all’altro gli confessai che l’avevo tradito.. Accadde un finimondo, subii maltrattamenti e umiliazioni da lui…ora sono passati più di 3 anni, l’altro da allora non l’ho mai rivisto e risentito, eppure ci penso ancora e non ne capisco il motivo, visto che non mi ha dato nulla, se non approfittare della mia condizione di assoluta fragilità per avere degli squallidi rapporti sessuali e senza darmi nient’altro, (anzi, nel frattempo non mi ha mai cercata e si è fidanzato con più tizie, è una persona attaccata solo ai valori materiali, squallida e che pensa solo a fare colpo sulle donne fragili e che hanno possibilità economiche: appunto mi fa rabbia che io sono anni che penso a una persona simile, esattamente contraria ai miei ideali), col mio compagno invece vivo un rapporto molto conflittuale, molte volte lo aggredisco dicendogli che non voglio più stare con lui (c’è anche da dire che ho una piccola attività e io e lui lavoriamo insieme), che dopo il tradimento non mi sento più di stare con lui e frequentare i suoi genitori (mi pesa troppo il fatto che sappiano tutto). Vivo malissimo e non so come uscirne, mi sono chiusa in me stessa e niente mi da’ piu’ gioia o serenità, alterno momenti di apatia a veri e propri attacchi di collera, forse tutta questa mia fragilità può dipendere dalla totale assenza di mio padre, che non mi ha mai cercata neanche con una telefonata? (Ho 35 anni e da quando ero piccolissima lui è sparito) Forse faccio di tutto per attirare l’attenzione maschile perché ne ho troppo bisogno? E addirittura ho talmente idealizzato l’assenza maschile che, anche avendo un compagno, non mi basta la sua presenza e cerco quindi l’interesse da parte anche di altri uomini, ai quali poi in realtà non interesso e che so essere lontani? Sono molto confusa, grazie per la comprensione

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