Il gioco di seduzione è un insieme di abilità comunicative usate allo scopo di rimorchiare le ragazze. Fuori dalla community del rimorchio, ci sono dei metodi comunicativi molto ripetitivi chiamati chat line, mentre coloro che entrano nella community mettono in atto quei dialoghi e monologhi conosciuti con il nome di routine. Dopo un po’, molti ragazzi si stancano della routine e vogliono trovare un modo più semplice per poter scopare la ragazza. A questo punto questi ragazzi vengono direzionati verso i cosidetti “naturali” e viene loro chiesto di osservarli e cercare di emulare le loro abilità – abbigliamento, stile di vita,ecc. Queste sono delle macro routine utili a rimorchiare ma in un modo più rilassato e naturale. I ragazzi che riescono a farlo ottengono molto successo con le donne.
Allora c’è una linea di confine che separi il rimorchio inteso come arte, dal rimorchio inteso come insieme di strumenti usati per avere successo con le donne? Per poter rispondere a questa domanda dobbiamo prendere in considerazione il problema della comunicazione, e quali sono le abilità necessarie in questo campo. In un dialogo ci sono due partecipanti – diciamo un PUA e una HB. Il PUA comunica il suo intento, attraverso un’azione, delle parole che la HB interpreta a modo suo per poter sapere quale risposta dare. Vediamo il diagramma:
Significato (intento) -> azione -> significato (interpretazione) ->azione
L’interpretazione potrebbe non corrispondere all’intento. Per esempio, lui potrebbe usare un CAP(Commento acido programmato) per farla sentirsi più attratta, ma lei potrebbe pensare che è uno stronzo e rispondere con meno attrazione.
Ora consideriamo la situazione contraria, cioè che sia l’HB ad iniziare la comunicazione : “Non verrò a letto con te stasera”, e il significato di ciò che lei intende è esattamente il contrario. Se il PUA novizio interpreta alla lettera le sue parole, il suo errore interromperà il romanticismo. E’ questo il problema fondamentale della comunicazione – le persone non sempre pensano quello che dicono, o non dicono ciò che pensano veramente.
Con il tempo la comunicazione umana ha subito degli sviluppi e ci sono sempre più persone in grado di dire la cosa giusta e far passare correttamente il messaggio. Ed è proprio a questo che servono le routine. E se il meccanismo di osservazione e partecipazione alle situazioni sociali è rotto o disfunzionale? E se questo fallimento non è dovuto a cause naturali del modo di essere ma è un prodotto dell’ambiente sociale e culturale in cui viviamo? Parlo di quei ragazzi che incontrano le donne in base ai meccanismi sociali ma che non sono in grado di godersi l’interazione nel modo in cui vorrebbero. Questo succede perché probabilmente questi uomini hanno sviluppato un set di routine necessarie per avere successo in altri campi, in affari per esempio, e queste routine sono in conflitto con quelle del rimorchio, e il contrario.
Quindi, se l’obiettivo non è quello di rimpiazzare un set di routine con un altro, ma di riacquistare la naturale osservazione ed espressione sociale, quanto possono essere utili le routine del rimorchio? Dipende da quanto un determinato set o modello incoraggia o scoraggia le abilità sociali naturali. Da una parte le routine sono come le ruote di supporto usate per imparare ad andare in bici, dall’altra parte molte persone raccontano di come le routine hanno distrutto il loro modo di essere e hanno dovuto disimpararle.
L’arte della comunicazione, applicata al rimorchio o in qualsiasi ambiente sociale, è l’abilità di interagire con un altro essere umano a livello di significato, cioè saper interpretare ogni azione e saper esprimere ogni frase senza preconcetti ma solo in base al suo significato in quel posto, in quel momento con quella persona.
Il punto d’arrivo di un PUA non dovrebbe essere il numero di ragazze con cui va a letto, ma il livello di perfezione che ha raggiunto la sua arte di comunicare.
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