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Donne che amano troppo

donne che amano troppo 300x200 Donne che amano troppo“Donne che amano troppo” è un libro scritto, negli anni ’70, dalla Psicologa americana R. Norwood che ha fatto da apripista alla discussione sulle dipendenze affettive.

Una premessa è d’obbligo quando si parla di dipendenza affettiva: ognuno di noi è dipendente in qualche misura dagli altri, tutti noi abbiamo bisogno di approvazione, empatia, di conferme e ammirazione da parte degli altri, per sostenerci e per regolare la nostra autostima.

La vera indipendenza e’ una condizione relazionale negativa che e’ caratterizzata da una assenza cronica di reciprocità nella vita affettiva e nelle sue manifestazioni all’interno della coppia, che tende a stressare e a creare nei “donatori d’amore a senso unico” malessere psicologico o fisico piuttosto che benessere e serenità. Essa non è né possibile né auspicabile. Ma la dipendenza affettiva può raggiungere una forma così estrema da diventare patologica.

In questi casi la persona non è in grado di prendere delle decisioni da sola, ha un comportamento sottomesso verso gli altri, ha sempre bisogno di rassicurazioni e non è in grado di funzionare bene senza qualcun altro che si prenda cura di lei.

Le donne che amano troppo sono schive e inibite, quando sono sole si sentono indifese: vivono nel terrore di essere abbandonate e sono letteralmente sconvolte quando qualche relazione stretta finisce.

Per farsi ben volere sono disposte a fare cose spiacevoli e degradanti e, pur di stare nell’orbita dell’altro, possono accettare situazioni per chiunque intollerabili. L’amare l’altro diventa spesso una forma di sofferenza; il benessere emotivo, a volte anche la salute e la sicurezza, vengono messi a repentaglio per il benessere dell’altro.

Le “donne che amano troppo” non riescono a prendersi cura di sé, a creare degli spazi per la propria crescita personale perché sempre prese, in quel momento, da qualche problema del partner che richiede la loro attenzione e la loro energia vitale.

Queste persone soffrono di un profondo senso di inadeguatezza.

Sono convinte che per essere amate devono sempre essere diligenti, amabili, sacrificarsi per l’altro per poter ricevere il suo amore. Anche quando questo vuol dire farsi male.

Un’altra caratteristica che accomuna tutte le donne che amano troppo è la paura di cambiare. Piene di timore per ogni cambiamento, esse impediscono lo sviluppo delle capacità individuali e soffocano ogni desiderio e ogni interesse.

La presunzione di riuscire prima o poi a farsi amare da chi proprio non vuole saperne di amarci o di amarci nel modo in cui noi pretendiamo.

Donne che amano troppo sono molto responsabili, impegnante molto seriamente e con successo ma con poca stima di sé; hanno poco riguardo per la propria integrità personale e riversano tutte le loro energie in tentativi disperati di influenzare e controllare gli altri per farli diventare come loro desiderano.

Queste donne commettono l’errore di cercare un uomo con cui sviluppare una relazione senza aver sviluppato prima una relazione con se stesse; corrono da un uomo all’altro, alla ricerca di ciò che manca dentro di loro; la ricerca deve cominciare all’interno di sé.

Nessuno può amarci abbastanza da renderci felici se non amiamo davvero noi stesse, perchè quando nel nostro vuoto andiamo cercando l’amore, possiamo trovare solo altro vuoto.

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Introduzione alla PNL

Molti di noi hanno già sentito parlare di PNL. Alcuni di voi si sono fermati a leggere qualche semplice articolo sul web, quelli più interessati avranno deciso di leggere qualche libro per riuscire a rispondere a diverse domande tra cui : Che cos’è la PNL? — In che modo la PNL può aiutarmi nel mio lavoro o nella mia vita privata? Risponderò alle vostre domande in questa introduzione alla PNL.

Vi confesso che io stesso diversi anni fà mi sono imbattuto in queste tre lettere che oggi reputo semplicemente magiche ( PNL ) = programmazione neuro linguistica. Dopo aver letto qualche libro decisi di provare a mettere qualcosa in pratica, con qualche risultato positivo.

Se vi mettete a cercare PNL, le definizioni che potete trovare sono numerose. Alcune possono  piacerci e altre no, il motivo è semplice. Ognuno di noi dopo le diverse letture e corsi dal vivo può dare una definizione che come potrete immaginare è puramente soggettiva.

Ci sono però definizioni che possiamo ” fare nostre ” in quanto sono più vicine a quello che potremmo dire con le nostre parole.  A me per esempio piace una definizione in particolare e che voglio condividere con voi.

PNL = Capacità di essere felici senza alcun motivo apparente.

Io direi che è straordinaria questa definizione, siete daccordo?

Pensateci un attimo, quanto può essere bella la vostra vita con la capacità di rendere propria questa frase.

Oramai il nostro sistema è impostato sulla serietà. Perchè dico questo? Provate a farvi una passeggiata per la via principale della vostra città o in un centro commerciale con un sorriso a 36 denti stampata in faccia. Vi prenderanno per matto… sapete perchè? Perchè bisogna dare una motivazione alla felicità.

Dopo aver svolto i miei corsi di PNL ho deciso di cambiare il sistema nel mio piccolo. Ovvero presi la decisione di avere nella maggior parte delle situazioni quotidiane un bel sorriso, cercando di trasmettere questa mia nuova linea di pensiero e di dover dare al massimo una spiegazione perchè tengo il broncio piuttosto che un sorriso.

Da quando ho iniziato a trasmettere questo sorriso, ho notato con enorme piacere che era contagioso. A poco a poco le persone che stavano intorno a me parlavano meno dei problemi e più delle cose belle che gli sono successe durante gli ultimi giorni. Le sensazioni che giravano nel nostro gruppetto erano tutte positive, e il nostro modo di confrontarci su pareri divergenti divenne molto più sereno.

Ovviamente questa applicazione ci può essere nel proprio ambiente lavorativo, in famiglia, quando si và a fare la spesa. Ogni situazione può diventare una scusa per poter tirare fuori un bel sorriso e noterete come le persone vi sorrideranno e come i problemi vi scivolino da dosso come se indossaste un impermeabile.

In questa Introduzione alla PNL  ho voluto espressamente parlarvi di questo livello di pensiero e di come si può applicare nella vostra vita perchè da bravi “piennellisti” dovete fare pratica, pratica, pratica. Quindi iniziate piano piano ad avere più un semplice sorriso. Senza accorgevene diventeranno sempre più i momenti col sorriso, perchè anche chi vi starà intorno sarà felice di passare più tempo con voi.

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Convincere una ragazza

“Convincere una ragazza” a fare cosa vi chiederete? Diciamo che l’argomento è molto ampio e potrebbe interessare tanti aspetti. Iniziamo dalla cosa più semplice: convincere una ragazza a uscire con voi.

Se avete conosciuto una  ragazza che  vi piace e cercate l’occasione per invitarla a stare un po’ insieme, non perdetevi in tanti giri di parole, la domanda è semplice:”che ne dici di uscire insieme qualche volta?”. Naturalmente rivolgetevi a lei sempre in modo garbato, col sorriso e con simpatia e ricordate che “convincere” non è sinonimo di “obbligare”. L’obbiettivo infatti non è costringerla e se vi dice no lasciate correre e magari riprovate dopo qualche tempo. Si sa che le donne sono cocciute e si indispettiscono se l’uomo diventa insistente, quindi non forzate la mano e non articolate discorsi su quanto starebbe bene con voi e quanto vi divertireste da morire insieme. Lasciate libera scelta.

Passiamo a uno step successivo. Come convincere una ragazza a baciarvi. Partiamo dal presupposto che i baci di solito vengono da soli grazie all’atmosfera che si crea tra due persone che si piacciono. Se però questa magia non scatta un aiutino potrebbe andare, anche se i rischi ci sono. Facciamo un esempio… ci state provando con una ragazza e decidete che è ora di provare a baciarla.. vi avvicinate, ci provate.. può andare bene.. oppure.. lei si sposta! Che fare? Non perdete la tempra, non arrabbiatevi, non trovare scuse. Persistete. Spesso il momento non era quello giusto, o forse lo era e lei voleva testarvi. Continuate a parlare e divertivi e quando è il momento procedete. Magari scoprite quando baciarla durante la serata. Un bacio leggero, solo di labbra a metà serata quando sentite che siete particolarmente vicini. Non siate burberi e abolite le scene dalla serie stretta contro il muro, testa ferma e labbra appiccicate, ci guadagnereste solo una bella cinquina in piena faccia!

Ma veniamo al culmine del rapporto. Come convincere una ragazza a fare sesso. In verità ci sono due modi per convincere una ragazza a fare l’amore. Il primo, più banale, scontato e “pericoloso” è chiederglielo! Magari potrebbe andarvi bene.. se siete coraggiosi tentar non nuoce!

Il secondo va a lavorare più sul lato interiore e psicologico di ogni donna, per cui di solito risulta più efficace. Per le donne, infatti, fare sesso può avere due accezioni: una legata al solo piacere fisico, l’altra anche all’aspetto sentimentale che porta la donna a legarsi in maniera più profonda all’uomo con cui sceglie di fare l’amore. E qui nasce un problema! Per tanti uomini, infatti, convincere una ragazza a fare sesso vuol dire convincerla di quanto ci tengono a lei, quindi manifestano platealmente il loro finto o vero affetto. State sicuri che questa convinzione porta la tensione sessuale a zero! In sostanza bisogna saper percepire i segnali che la ragazza che vi interessa vi manda, solo così capirete  quando è il momento giusto.

Per convincere una ragazza basta solo “non provare a convincerla” e tutto avverrà naturalmente… sappiate infatti che “le donne si lasciano convincere da colui che ragiona, non dai suoi ragionamenti” (Alphonse Karr)

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Timidezza

Episodi di timidezza sono normali in ognuno di noi; tutti, infatti, in alcune situazioni, ne abbiamo fatto esperienza. Troviamo descrizioni del fenomeno risalenti a ogni epoca e a ogni cultura: essa, quindi, pare essere un elemento che da sempre caratterizza e accompagna l’essere umano.

Come superare la timidezza, l’insicurezza, la paura di agire ecc. è una questione che coinvolge chiunque prenda la decisione di ottenere dalla vita qualcosa in più del solito. E’ come una forza invisibile che ti blocca completamente nel momento in cui devi intraprendere un’azione necessaria per conseguire un risultato.

Sono soltanto tre le paure istintive che ciascuno di noi ha già dalla nascita: la paura di cadere, la paura dei rumori forti e la paura di essere abbandonati. Sappiamo questo perché nel momento in cui un neonato ode un forte rumore sussulta e piange. Oppure quando ha la sensazione di perdere l’appoggio sotto di sé, o ancora quando viene privato per molto tempo del contatto fisico dei genitori, la sua reazione istintiva è quella di piangere.

Al di là di queste, tutti gli altri tipi di paura vengono acquisiti, o per meglio dire imparati, durante l’arco della nostra vita. Molte di queste paure ci vengono insegnate dai genitori, dalla scuola, dai media o da determinate esperienze che facciamo.

Per esempio, se un bambino vede la madre terrorizzarsi alla vista di uno scarafaggio, è facile che quel bambino impari la stessa forma di paura per imitazione. Allo stesso modo, se qualcuno sperimenta il fallimento quando tenta di fare qualcosa di nuovo, acquisirà una specie di fobia nei confronti di quella specifica azione. E’ il caso, ad esempio, della paura di avvicinare una persona sconosciuta. A volte è sufficiente un solo caso di fallimento per sviluppare la paura.

La paura è un’emozione utile; ma solo se viene incanalata propriamente può trasformarsi in un’alleata sulla via del successo. Per poter sfruttare questa emozione positivamente, occorre innanzitutto superarla. E’ necessario che tu diventi in grado di controllare la tua paura in un modo tale da impedirle di manifestarsi quando non è necessario.

La “timidezza” è stata descritta dagli studiosi in molti modi diversi e non è ancora possibile darne una definizione univoca: alcuni si sono concentrati sui suoi aspetti psicologici, interni alla singola persona, intendendo cioè la timidezza come una esperienza soggettiva di preoccupazione e nervosismo nelle situazioni sociali. Altri hanno invece sottolineato maggiormente gli aspetti più direttamente osservabili, cioè i suoi risvolti comportamentali quali l’inibizione o l’evitamento delle situazioni interpersonali.

Quel che pare caratterizzare le persone timide, seppur in gradi molto differenti, è la sensazione di essere sottoposte all’osservazione e al giudizio degli altri, giudizio che temono essere negativo. Questo può alimentare bassa autostima e scarsa fiducia in se stessi, che aumentano a loro volta il timore di non essere accettati. Le aspettative negative delle persone timide le inducono a focalizzarsi su se stesse per tenere sotto controllo ciò che potrebbe essere criticato dagli altri e il loro atteggiamento, dall’esterno, appare remissivo o inibito.

L’esperienza della timidezza risulta allora molto eterogenea e abbraccia una serie di condizioni differenti per intensità, pervasività e grado di sofferenza arrecato alla persona.

Da questo punto di vista, la timidezza può essere immaginata come parte di un continuum di “ansia sociale” che va dalla normalità alla patologia. Ad un estremo possiamo immaginarla come una caratteristica della personalità in soggetti del tutto normali, nei quali si manifesta in alcune situazioni sociali senza arrecare particolare sofferenza. Possiamo poi immaginare una timidezza più diffusa e stabile e capace di far soffrire la persona, per poi arrivare a condizioni francamente patologiche come la fobia sociale e il disturbo evitante di personalità.

Il primo passo verso il totale superamento di una paura consiste nell’individuare il seme da cui questa paura si è sviluppata. Una certa quantità di autoanalisi è necessaria. Una volta individuata l’origine si può procedere con opportune tecniche a convertire la paura in un punto di forza.

Ad esempio, se il tuo dilemma è come superare la timidezza nell’approccio con una persona dell’altro esso, devi innanzitutto risalire al caso più antico di cui tu hai ricordo e in cui questa paura si è manifestata. In genere la prima situazione di cui ti ricordi coincide con il momento in cui la paura si è sviluppata.

Come abbiamo visto, paure quali la timidezza, l’insicurezza ecc. sono comportamenti che abbiamo imparato o comunque ci sono stati insegnati da qualcuno. Dobbiamo immaginare il nostro cervello che alla nascita è come un quaderno nuovo con tutte le pagine bianche. Non appena veniamo al mondo, le persone che ci circondano cominciano a fare a gara per scrivere su quel quaderno. Alcuni ci scrivono ricette utili come il saper costruire oggetti, utilizzare macchinari, fare i calcoli matematici ecc. ecc. Altri invece scrivono istruzioni deleterie come ad esempio il meccanismo della timidezza, della paura del giudizio altrui, della bassa autostima e via dicendo.

Ora, questo non deve essere un motivo per odiare i nostri genitori o chi altro, in quanto chi ci ha insegnato queste cose a sua volta lo ha fatto in maniera inconsapevole a volte addirittura pensando di fare un bene. E’ comunque fondamentale capire che come tutte le cose scritte su un quaderno possono essere cancellate e corrette oppure sostituite con altre più utili.

Le strategie di miglioramento personale attualmente a disposizione ci forniscono un’enorme quantità di strumenti efficacissimi per convertire le nostre paure in una fonte di inesauribile energia che possiamo utilizzare per rendere la nostra vita più serena e soddisfacente sotto tutti i punti di vista!

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Come riconquistare l’ex

Come riconquistare l’ex è uno fra gli interrogativi più diffusi nella popolazione maschile. E’ anche fra gli eventi che più spiazzano un uomo in quanto, nella maggioranza dei casi, la donna “decide” di rompere la relazione senza nessun motivo apparente o adducendo giustificazioni inconsistenti.

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Tutto sembra andare a gonfie vele, tu la tratti come una principessa, le fai capire in tutti i modi quanto lei sia importante per te… Ma una sera ricevi un SMS laconico che recita “vediamoci ti devo parlare…”. Quando vi vedete lei comincia a dirti di aver riflettuto molto su voi due, che lei si sente terribilmente a disagio nel fare quello che sta per fare e, alla fine, arriva la fatidica frase: “Sei una persona splendida, ti voglio bene ma…”.

A questo punto ti chiedi fra te e te “ma se sono così splendido, perchè non vuole più stare con me?” Domanda molto intelligente, ma ben presto ti rendi conto che la logica in questi casi è l’ultima cosa in grado di dare risultati concreti. Ti ritrovi completamente a corto di munizioni!

Come riconquistare l’ ex è infatti un problema in cui è meglio evitare il fai da te. Questo perchè voi uomini, che avete una struttura mentale più razionale rispetto a noi donne, cominciate in queste circostanze a fare cose che ci vengono dettate dalla logica; che apparentemente sarebbero le cose più naturali da fare ma che in realtà peggiorano solo la situazione già compromessa.

Vorrei specificare in questa premessa gli errori da evitare quando vieni lasciato dalla tua donna. Ecco cosa non devi assolutamente fare per riconquistare una ex:

  • Mostrarti a lei affranto e depresso per ciò che è successo
  • Chiederle se si sta vedendo con un altro o peggio pedinarla per controllare chi frequenta.
  • Coprirla di regali o peggio fare gesti plateali per mostrarle quanto la ami.
  • Martellarla con telefonate supplicandola di darti un’altra possibilità
  • Implorarla di dirti dove hai sbagliato, che farai tutto quello che desidera e che cambierai tutto quello che lei riterrà opportuno cambiare di te e della tua vita .

Evitare questi tragici errori che ho appena elencato è già un passo importante per avere buone possibilità di riconquistare l’ex.

“Come riconquistare l’ex”, dunque?

È fondamentale innanzitutto mantenere i nervi saldi e agire al fine di non peggiorare la situazione e possibilmente di recuperare la fiducia, l’amore e l’attenzione della propria ex ragazza. Per ottimizzare le proprie possibilità di riuscita è essenziale pensare prima di agire e non agire in balìa delle proprie emozioni, poiché spesso possono portare a scelte totalmente controproducenti.

Quindi cercate di mantenere la calma: non c’è motivo di allarmarsi e di dare in escandescenza. Moltissime coppie attraversano un periodo di crisi, anche profonda, e moltissime alla fine riescono a ricomporsi con un legame anche più forte di quello precedente. I casi veramente disperati, per i quali una riconquista è fortemente improbabile, sono molto molto rari. E – detto per inciso – un tradimento, non rientra in questa casistica. Quindi calma.

Bisogna recuperare un buono stato di equilibrio mentale, così da potere ragionare serenamente su come sia meglio agire, senza farsi prendere dal panico. L’agitazione, la rabbia, l’ira, possono spingere a commettere errori gravi e diminuire drasticamente le nostre possibilità di successo. Quindi faremmo bene a trovare il modo di recuperare un vissuto emotivo sereno e stabile.

Fatta questa premessa fondamentale, è necessario capire per quali ragioni la ragazza che amiamo, non vuole proseguire ulteriormente la relazione con noi. Quali sono i problemi di fondo? Cosa l’ha fatta propendere per questa decisione? In cosa l’abbiamo portata a maturare questo convincimento? Attenzione che ciò che un ragazzo pensa siano le ragioni di una separazione, generalmente non sono mai le ragioni che ha in mente la ragazza. Esiste un livello di incomunicabilità all’interno della coppia che fa sì che le due persone si lascino pensando a motivazioni del tutto differenti. È quindi utile un confronto onesto e costruttivo su questo tema (se possibile) oppure chiedere ad una amica comune di intervenire per capire cosa ha portato la nostra ragazza a decidere di non volere proseguire la nostra relazione di coppia.

Una volta comprese le ragioni (reali) della separazione, bisogna dare una dimostrazione concreta di cambiamento, incrinando le convinzioni della persona che amiamo. Le parole in questa fase, contano ben poco. A contare sono le azioni, quindi “meno promesse, più fatti”.

Teniamo presente una differenza sostanziale tra ragazzi e ragazze. Mentre per un ragazzo l’amore attiene alla sfera del piacere, per una ragazza l’amore è una questione morale: lei si sente legittimata a stare con il proprio ragazzo, esclusivamente perché lo ama. La sua etica personale le dice: “se ami un ragazzo, mettiti con lui. Non importa se devi lasciare il tuo precedente fidanzato, non importa se altre persone ne soffriranno, non importa se dovrai affrontare sacrifici: se ami qualcuno, il tuo posto è con lui”.

Mentre un ragazzo si sente responsabile delle persone che lo amano e dunque sarebbe sensibile alla sofferenza della persona che lui sta lasciando, una ragazza difficilmente si farebbe intenerire dai sentimenti altrui. Se lei sente di non amare più il proprio ragazzo, ritiene giusto troncare la relazione. Non esiste la possibilità che pianti, scenate di disperazione, manifestazioni di sconforto possano minimamente scalfire la sua decisione: lei è dispiaciuta, certamente, di avere arrecato una sofferenza ad una persona alla quale vuole bene, ma non può farci niente, sente di avere fatto la scelta giusta. Una ragazza va sempre dove la porta il cuore.

Ecco perché i vari discorsi del genere “non troverai mai un ragazzo che ti amerà come ti amo io” oppure i tentativi di intenerimento basati sull’espressione della propria afflizione, hanno solitamente una scarsa presa sul cuore femminile. Lei non si sente minimamente responsabile del vostro amore; si sente solo in dovere di tenere fede al proprio.

Come agire, allora? Oltre ad effettuare l’analisi delle ragioni che hanno portato a una separazione e al cambiamento di cui parlavamo pocanzi, si può intervenire (quantomeno inizialmente) utilizzando due potentissime armi: la privazione e il disorientamento.

Il meccanismo della privazione si basa su un assunto psicologico molto evidente: la gente va matta per ciò che rischia di perdere. Ci accorgiamo di quanto è preziosa l’aria quando ci manca il respiro, ci rendiamo conto dell’importanza della salute quando questa viene meno, riscopriamo quanto è bello il nostro paese quando siamo all’estero per lavoro, capiamo che siamo pazzamente innamorati di una persona proprio quando rischiamo di perderla. Così funziona la mente umana, e la mente della nostra ex ragazza, non fa certo eccezione. Pertanto, un’ottima strategia di riconquista, può essere quella di privare improvvisamente la nostra ex di tutte le attenzioni con cui eravamo soliti riempirla. In questo modo si sentirà minacciare un bene che riteneva suo e comincerà ad essere assalita dal dubbio che forse la scelta che ha preso è stata troppo affrettata.

Il secondo meccanismo è quello del disorientamento. In amore i momenti che rinsaldano maggiormente i legami sono quelli che disorientano positivamente il partner, quelli durante i quali il partner riceve da noi qualcosa di profondamente desiderato ma al contempo di totalmente inaspettato.

Le idee possono essere le più varie. Proviamo per esempio a fare mente locale e a ricordare qualcosa che in passato la nostra ex ragazza ci aveva confessato di desiderare ardentemente e proviamo a stupirla regalandole un’emozione che da noi non si aspetterebbe.

L’effetto che creeremo sarà quello di una meraviglia positiva che indurrà la nostra ex ragazza a valutare di potersi essere sbagliata sul nostro conto e con un po’ di fortuna riusciremo a persuaderla a concederci una nuova possibilità.

Chiaramente, si potrebbero aggiungere moltissime altre cose, fermo restando che ciò che abbiamo detto ha valore generale ma poi ogni situazione è a sé, poiché le coppie non sono tutte eguali, le dinamiche interne che possono avere portato alla rottura di una relazione, possono essere le più disparate e dunque le scelte da effettuare possono essere anche diverse.

Se vuoi, puoi raccontare ai lettori del blog la tua storia, descrivendo bene qual è la tua situazione attraverso l’apposito spazio in fondo a questa pagina, così da poterti rispondere con qualche consiglio mirato e specifico.

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Conoscere persone nuove

conoscere persone nuove 300x195 Conoscere persone nuove

Conoscere persone nuove, relazionarsi,  puó essere complicato soprattutto nei tempi che viviamo, in cui ognuno si preoccupa di se stesso e sembra immerso in un mondo proprio, dentro un circolo ristretto d’amicizie.

Ma se avete bisogno di ampliare il vostro giro di conoscenze, cercherò di rendervi le cose più facili, con qualche accorgimento!

  • Conosci te stesso. La causa principale della solitudine si associa al fatto di non essere notato, di passare inavvertito. Pertanto una soluzione per mettere fine a questa tendenza é frequentare luoghi in cui i nostri attributi e la nostra personalitá siano riconosciuti. Come primo passo dobbiamo conoscerci ed essere coscienti delle nostre possibilitá. Questo ci dará una nozione di quali possono essere i nostri attributi principali, i piú vistosi, quelli che ci faranno sentire piú sicuri ed in base a ció sapremo in che gruppo sociale muoverci per avere successo quando conosciamo gente nuova.

 

  • Usa il meglio della tua personalità ma senza abusare. E’ vero che devi cercare di tirar fuori la tua migliore arma al momento di conoscere nuove persone, ma non devi dimenticare che a nessuno piace o sente simpatia per un pedante. Stai attento a non esagerare nei comportamenti e cerca di prestare un attenzione particolare alle reazioni delle persone che ti trovi davanti e con le quali ti stai relazionando. Noti sbadigli, occhiate altrove o fretta di andar via con una scusa? Direi che state sbagliando qualcosa!

 

  • Fai con il tuo prossimo ciò che ti piacerebbe che facciano con te. Se vuoi essere notato devi anche mostrare interesse per la gente. L’importante durante una conversazione é sapere ascoltare! Questa é la base del dialogo. Niente fa sentire più gratificata una persona come quando si sente degnata di attenzione dagli altri. Non è per caso, quello che anche tu desideri? Tieni in conto le tue necessitá senza dimenticare quelle degli altri.

 

  • Celebra la virtù altrui. Oltre ad ascoltare l’altro, puoi anche celebrare le sue virtú. Se é ingegnioso elogia il suo ingegno, se é divertente ridi delle sue trovate graziose. Un buon elogio, fatto al momento giusto vale moltissimo per queste persone. E’ un piccolo trucco che vi aiuterà ad entrare nel gruppo sociale e che vi spalancherà quindi le porte verso l’acquisizione delle abilità nel “conoscere nuove persone”.

 

  • Fiducia in te stesso. Quando apri la bocca devi infondere sicurezza. Ció che dici dev’essere vero, o sembrare, suonare come certo. Niente é cosí prezioso per la gente come il conoscimento limpido ed irrefutabile. Tuttavia cerca di stare sicuro prima di emettere giudizi categorici poiché le persone che ti ascoltano possono essere piú esperti di te nella materia.

 

  • Attizza il fuoco. Una volta che avrete instaurato il contatto con la gente é necessario alimentare le relazioni affinché crescano e si affermano. Dobbiamo attizzare il fuoco se desideriamo essere il centro di una persona o di un gruppo sociale. Impegnati a coltivare le tue relazioni. Se acquisirai questa capacità sarai sempre circondato da persone nuove!

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Linguaggio corporeo

linguaggio corporeo 300x203 Linguaggio corporeoSe facessimo un’indagine chiedendo chi è, tra uomo e donna, a prendere l’iniziativa nel corteggiamento, nel 99% dei casi ci verrà risposto che è l’uomo. Questo conferma ampiamente uno stereotipo culturale, secondo cui è l’uomo il “cacciatore” e la donna la “preda”. Sembra che si tratti di un luogo comune tanto radicato che sarebbe veramente difficile scalfirlo.

In realtà la ricerca dimostra il contrario : è la donna nel 90% dei casi a prendere l’iniziativa.

Chiariamo meglio questo concetto: l’uomo sembra prendere l’iniziativa perché compie di fatto il gesto di avvicinarsi ad una possibile partner, ma è in realtà la donna che dà inizio a questo “gioco” attraverso tutta una serie di segnali molto sottili di cui un uomo percettivo comunque si rende conto e che rientrano nel linguaggio corporeo.

Si tratta di segnali allusivi che coinvolgono in particolare gli occhi, il viso ed il corpo in generale. E’ probabile anche che un uomo si avvicini ad una donna da cui è attratto senza che questa lo abbia sottilmente “inviato”.

Il linguaggio corporeo costituisce un potente strumento di seduzione.

Giocare con l’anello, pizzicarsi il naso, grattarsi la nuca o aggiustarsi un polsino e numerosi altri comportamenti simili sono tutti segnali che produciamo senza sosta, in modo del tutto inconscio e senza motivo apparente.

Eppure é proprio sulla base di queste azioni involontarie che sviluppiamo sentimenti di attrazione, diffidenza o disagio nei nostri comuni rapporti umani.

Distinguerli e comprenderne il significato all’interno di una conversazione o di un’ interazione ci da un enorme vantaggio sul piano interpersonale: possiamo scoprire quello che l’interlocutore non dice, le cose che nasconde e, talvolta, le emozioni e gli impulsi di cui non é ancora consapevole.

Il nostro corpo, inoltre, può raccontarci tante cose di noi: se i nostri sentimenti non sono chiari; se abbiamo impulsi ambivalenti o se ci intestardiamo su qualcosa che in fondo non crediamo o non vogliamo il corpo lo tradisce: basta ascoltarlo!

Dal punto di vista del “linguaggio corporeo” gioca un ruolo essenziale la prima impressione .

Possiamo pensare che la prima impressione non sia tanto importante, che sia necessario conoscere meglio l’altra persona o essere conosciuti meglio. In realtà riflettiamo per un momento su questo concetto: non avremo più nella nostra vita una seconda occasione per fare una prima buona impressione.

Quando due persone si incontrano per la prima volta la loro mente è come una pellicola vuota e molto facilmente “impressionabile”. E’ vero che possiamo essere condizionati da aspettative, dalla cultura e dalla nostra mappa dell’amore che ci orienta verso un tipo di partner piuttosto che un altro. Tuttavia è la prima volta in assoluto che incontriamo quella particolare persona e vogliamo naturalmente che si faccia la migliore impressione di noi.

Non che sia impossibile modificare anche completamente quest’immagine in successivi incontri. Tuttavia il primo incontro assume un’importanza cruciale: per lo meno è una traccia che rimane indelebile nella nostra memoria, specie se la persona che incontriamo diventerà effettivamente importante per la nostra vita.

Sorge allora spontanea un domanda: come il linguaggio del corpo ci può aiutare a massimizzare le nostre chance di creare un’ottima impressione su un potenziale partner?

Le donne, rispetto agli uomini, sono maestre di comunicazione visiva e verbale e se hanno voglia di un uomo, riescono in maniera abbastanza chiara e senza parlare, ad esprimere quello che provano. Spesso non è una dichiarazione esplicita, ma sono solo alcuni gesti o movimenti del corpo che fanno intuire facilmente che lei è pazza di voi.

1) Se la donna che vi piace, mentre state discutendo, inizia a copiare inconsciamente i vostri gesti o tende ad assumere le vostre stesse posizioni, vuol dire che si trova a suo agio con voi ed è pronta per approfondire la conoscenza.

2) Quando guardiamo una cosa che ci piace, le nostre pupille si dilatano, diventando più grandi. Quindi se notate che la donna che vi attrae, mentre vi guarda, ha le pupille belle grandi, state certi che sta provando qualcosa di dolce e tenero nei vostri confronti.

3) Se vedete che lei sorride ogni volta che incrocia il vostro sguardo, o ancor di più se ride a tutte le vostre battute, anche le peggiori, avete un ottimo indizio che è interessata a voi! Gli studi dimostrano non solo che le donne ridono di più quando sono interessate ad un uomo, ma anche che un uomo è inconsciamente più attratto da una donna che ride alle sue battute.

4) E’ scientificamente provato che se una coppia sta bene insieme, progressivamente tenderà ad avvicinarsi sempre di più fino a sconfinare nella sfera intima che arriva a 45-50cm.
Ciò significa che se una ragazza è interessata a voi cercherà sempre di trovare un pretesto per creare contatto fisico, ad esempio vi può sistemare il colletto di una camicia, o ancora di più il nodo della cravatta, e tutto cela un significato estremamente maggiore di quello che potrebbe sembrare.

5) Per quanto riguarda invece i movimenti del corpo, ne esistono vari che possono essere considerati molto “hot” e indice di forte interesse:

- Mostrare i palmi delle mani o il polso, ad esempio dopo un tiro di sigaretta.
- Inclinare la testa da un lato, scoprendo il collo.
- Sistemarsi, scuotere o giocare con i capelli.
- Mordicchiarsi le labbra.
- Spingere le labbra leggermente in fuori (bacio analogico).
- Accarezzarsi mento e collo.

Non esistono parole più chiare del linguaggio del corpo, una volta che si è imparato a leggerlo.

(Alexander Lowen)

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Corso autostima

In un mio intervento precedente, vi introdussi già nel complesso mondo dell’ “autostima”, parlando un po’ di eventuali problematiche legate ad esso. Lo scopo di questo mio nuovo articolo è quello di fornirvi un piccolo corso autostima, giusto un modesto promemoria che potrà esservi utile nel momento in cui avvertirete cali o innalzamenti spropositati della vostra percezione di sé.

corsi autostima Corso autostima

Partiamo con una premessa. Vi sono due categorie di persone da distinguere:

Una persona con un alto livello di autostima:

•            vede il mondo in maniera positiva, pieno di amici, di opportunità e di cose piacevoli;

•            esprime facilmente agli altri i propri sentimenti e le proprie esigenze;

•            valuta le proprie scelte e i propri comportamenti come efficaci;

•            è circondata di persone che rispondono positivamente al suo modo di fare.

Una persona con un basso livello di autostima:

•            vede il mondo in maniera negativa, pieno di persone che la trascurano e che sono sempre pronte ad approfittarne;

•            vede ogni cosa come problematica e difficile da affrontare;

•            si sente depressa e senza speranze;

•            si sente una vittima;

•            tratta gli altri o come “nemici”, o come “salvatori”;

•            è circondata di persone che, prima o poi, risponderanno negativamente al suo modo di fare.

Quelli descritti sopra sono i due estremi di uno spettro di condizioni. Normalmente una persona si sposta da una parte all’altra dello spettro in base agli eventi che accadono nella sua vita. Eventi fortemente stressanti quali, ad esempio, perdere il lavoro, divorziare, scoprire di avere un’importante malattia o trovarsi la casa svaligiata dai ladri, possono infliggere duri colpi all’autostima di una persona; così come, del resto, una promozione al lavoro, superare con successo un esame, innamorarsi o vincere un premio, generalmente accrescono l’autostima.

Se una persona ha di base un’immagine positiva di sé, tende a riassorbire facilmente i colpi all’autostima determinati dagli eventi negativi. Di contro, se una persona non ha quest’immagine positiva, difficilmente avrà livelli elevati di autostima; in un certo senso è come se fosse in una condizione perenne di “bassa autostima”.

In questo corso autostima, proporrò dei semplici accorgimenti che però, se seguiti, si rileveranno molto preziosi.

•            Cerca, innanzitutto, di condurre una vita salutare, cioè: nutriti in modo sano ed equilibrato; fai attività fisica regolarmente; dormi per un numero adeguato di ore. L’aspetto fisico è un fattore critico per la tua autostima. Resisti alla tentazione della sciatteria anche nelle cattive giornate. Anzi nei giorni “no” dedica uno sforzo ulteriore per apparire al meglio. Quindi pettinati e metti le scarpe anche se rimani in casa! Questo finirà per farti sentire bene.

•            Settimanalmente, dedica una parte del tuo tempo ad attività piacevoli e rilassanti. Fai esercizio fisico almeno un paio di volte a settimana; quando usi il tuo corpo efficacemente, ti senti più rilassato e a tuo agio. Ascolta musica, stai in mezzo alla natura e medita. Sogna ad occhi aperti. Quali erano i tuoi sogni di bambino? Quali sono le tue fantasie, ora?

•            Impara a capire quali segnali (per esempio, tensione muscolare, cefalea, bruciore o acidità di stomaco, capogiri, ecc.) invia il tuo corpo, quando ti trovi in una situazione stressante. Quando ti capita di percepirli, intervieni subito sulle cause che ti creano stress, piuttosto che attendere e rinviare la soluzione nel tempo.

•            Evita, per quanto possibile, le situazioni sulle quali non puoi attuare nessuna forma di controllo, perché col tempo finiscono per minare l’autostima. Quando attraversi momenti difficili, trova il frammento di conoscenza (la conoscenza è potere, come sai) che non avresti avuto altrimenti senza quel particolare evento. Non è così difficile come può sembrare a prima vista, ma – come in tutte le cose – l’unico modo di riuscire è fare pratica. Pensa a quando hai imparato ad andare in bicicletta, a ogni caduta, imparavi qualcosa vero? Qui si tratta di fare la stessa cosa.

•            Poniti obiettivi realistici, cioè che senti di poter facilmente raggiungere, e impara ad apprezzarli una volta raggiunti, anche se ti possono sembrare insignificanti.

•            Di tanto in tanto, dedicati ad attività nuove, manuali od intellettuali che siano, purché interessanti.

•            Costruisci la fiducia: la confidenza e la fiducia si costruiscono dall’interno. Così ogni volta che

vuoi realizzare qualcosa, immagina te stesso come se l’avessi già realizzato. Visualizza te stesso come una persona riuscita, rendi l’immagine vivida e reale nella tua mente.

Chiudi gli occhi e immagina tutti i dettagli, come ti senti, come ti comporti, come si comportano gli altri in risposta alla tua nuova attitudine. Infine trasforma tutto questo in azione. Come pensi di essere così sei.

“Visione senza azione è un sogno ad occhi aperti. Azione senza visione è un incubo.” (Proverbio giapponese)

•            Apriti agli altri: sii amabile, ma non per cercare l’approvazione altrui. Fai una lista di cose

che ti piacciono e apprezzi nelle persone che ti sono intorno. Dai una mano quando puoi (e vuoi), Aiutando gli altri avrai più controllo anche sulla tua vita. “Nell’aiutare gli altri aiutiamo noi stessi, qualsiasi bene diamo via completa il cerchio e ritorna a noi.”(Flora Edwards)

•            Agisci secondo i tuoi valori: talvolta i valori possono essere in conflitto. In questo caso, magari con

l’aiuto di qualcuno che stimi, esamina i tuoi valori e ridefiniscili, se occorre. Poi esplora le conseguenze possibili di ogni azione. Soltanto a questo punto scegli la migliore per te.

•            Pratica l’ottimismo: contesta le tue convinzioni pessimistiche. Pensa ai periodi sfortunati come

momenti temporanei e specifici, invece che permanenti e generali. Per esempio: “Tutti i dirigenti sono idioti” è permanente e pervasivo, un modo di vedere che può farti sembrare irrisolvibile un problema particolare che devi affrontare. “Il mio capo è di cattivo umore stamane” è un’opinione temporanea/specifica, che lascia un’apertura per un miglioramento.

•            Non prendere le cose troppo seriamente: in ogni avvenimento esiste un lato umoristico. Se puoi vedere sia il lato serio sia il lato comico di ogni situazione, il tuo approccio è più equilibrato. Allegerisci. Puoi “rimbalzare” da delusioni e momenti imbarazzanti più velocemente, senza contare che gli altri ti apprezzeranno di più!

Mettendo in pratica queste misure rinforzi le convinzioni che hai riguardo al tuo valore e accresci la stima che hai di te. La tua autostima e il valore che ti attribuisci sono le chiavi per il tuo successo.

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