Vincere la timidezza
Rossore in viso, sudorazione, battito cardiaco accelerato, tremori, nausea e ansia.. le persone molto timide sanno bene di cosa sto parlando. Allora veniamo a noi: come vincere la timidezza?
Sono tante le persone che non riescono ad avere una vita sociale tranquilla e disinvolta a causa del timore di relazionarsi con altri individui. Di solito le persone timide si suddividono in due tipologie e adottano stili opposti nel rapporto con gli altri, infatti un timido può mostrare sottomissione o aggressività. Il timido nella maggior parte dei casi è una persona oppressa da un forte senso di inferiorità, che arrossisce e si scusa in ogni occasione, ma a volte può cercare di nascondere la propria insicurezza mostrando spacconeria e spavalderia.
Chi è afflitto da un carattere insicuro è inoltre facilmente etichettato come una persona asociale per la quale avere poca considerazione. A sua volta chi subisce questo trattamento si sente gravato dal peso di un giudizio sbagliato e di conseguenza tende a chiudersi sempre di più nel proprio guscio. Alla base di questo atteggiamento è presente una bassa autostima da ricostruire al più presto per contrastare la paura di essere sempre giudicato negativamente.
All’Ospedale Sainte – Anne, a Parigi, psichiatri e psicologi hanno rilevato cinque grandi classi di timidezza, che si manifestano in relazione alle situazioni più temute. Le due più frequenti sono la timidezza di azione e la timidezza di prestazione:
- Timidezza d’azione: è la paura di disturbare l’altro. I timidi di azione non vorrebbero contraddire gli altri per nessun motivo; non vorrebbero mai trovarsi a dover prendere un’iniziativa che potrebbe metterli a rischio di tradire un disaccordo da parte loro. A proprio agio in pubblico, non si oppongono mai. Rifuggono le discussioni, evitano di porre domande precise durante le conversazioni. La loro paura del conflitto riflette il timore di essere poco stimati.
- Timidezza di prestazione: è l’impressione ossessiva e paralizzante che gli altri siano lì per giudicarci. L’esposizione di fronte ad una classe, la lettura di un testo durante un matrimonio sono situazioni che mettono alla prova. Questa forma di timidezza inizia a manifestarsi sui banchi di scuola, con la paura di fare domande in classe.
- Timidezza del quotidiano: gli incontri con un vicino, o il semplice fatto di andare al lavoro e di chiacchierare con i colleghi possono essere un tormento. I timidi del quotidiano temono sguardi, silenzi, situazioni di stasi cui sembra aprirsi un baratro tra loro e l’interlocutore. Il massimo del disagio consiste nel percorrere un tragitto in automobile con una persona che non si conosce molto bene. Senso di paralisi, sudorazione e tensione interna riflettono questa paura di non “saper fare conversazione”.
- Timidezza della rivelazione di sé: in questo caso la paura riguarda il territorio del personale. I timidi della “rivelazione di sé” sono a proprio agio con le conversazioni quotidiane, ma si bloccano quando si sfiora la loro vita personale. Li si conosce da anni, e ci si rende conto tutto d’un tratto di non sapere nulla di loro.
- Timidezza di visibilità: questa timidezza corrisponde all’angoscia di trovarsi a incrociare sguardi. Il timido di visibilità detesta, per esempio, passare davanti ad un caffè all’aperto con le persone sedute ai tavoli.
Una volta scoperta l’origine e la causa che rende timidi si può lavorare per vincere la timidezza e riscoprirsi più sicuri di sé. In primis bisogna riconoscere di essere timidi ed insicuri senza nascondersi dietro ad un dito, anche perché la diagnosi non è di un male incurabile, ma di qualcosa di cui, accertandone l’esistenza, si è già fatto il primo passo per la cura. Occorre aumentare l’autostima, aumentare le capacità comunicative e superare la paura di sbagliare e dell’ignoto.
È importante essere convinti delle proprie idee e magari non pensare troppo se si vuole dire qualcosa. Dare sfogo a una conversazione spontanea e naturale fa diminuire di sicuro l’imbarazzo. Ad esempio se sei con un gruppo di amici e si deve decidere dove passare la serata, dì la tua senza timore, oppure se stai avendo una conversazione e gli altri la pensano diversamente da te non farti alcun problema a dire come la pensi. Fai sapere le tue preferenze e a piccoli passi entra anche in quei contesti in cui non ti senti a tuo agio, piano piano riuscirai a sentirti sicuro.
La costanza è la chiave per vincere la timidezza e non abbiate timore di affrontare la vita e i rapporti interpersonali, pensate che “ la timidezza, fonte inesauribile di disgrazie nella vita pratica, è la causa diretta, anzi unica, di ogni ricchezza interiore” (Emil Cioran)
Popularity: 1% [?]









